Giramolfetta
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Fèste grénne

Gennaio: 1 CAPODANNO, 6 EPIFANIA, 17 S. ANTONIO
Febbraio: 2- CANDELORA
Marzo: 19 S. GIUSEPPE, 25 ANNUNCIAZIONE DI MARIA VERGINE, La notte dal 30 al 31 L'AVÉMMÉRÌ ALLA MÈDONNE
Aprile: 26 MADONNA DEL BUON CONSIGLIO, 29 S. CATERINA DA SIENA
Maggio: CALENDIMAGGIO, 3 INVENZIONE DELLA CROCE, 8 MADONNA DI POMPEI, 11 MÈDONNE DU TREMELIZZE,
17
S. PASQUALE BAYLON, 22 S. RITA DA CASCIA, 24 MARIA SS. AUSILIATRICE, 31 VISITAZIONE DI MARIA VERGINE
Giugno: 13 S. ANTONIO DI PADOVA, 21 S. LUIGI GONZAGA, 29 SS. PIETRO E PAOLO
Luglio: 16 BEATA VERGINE DEL CARMELO, 26 S.ANNA
Agosto: 15 ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE
Settembre: 8 NATIVITÀ DI MARIA VERGINE, 26 SS. COSMA E DAMIANO
Ottobre: 4 SAN FRANCESCO d'ASSISI, 7 MADONNA DEL ROSARIO
Novembre: 1 OGNISSANTI, 2 COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI, 6 S. LEONARDO, 11 S. MARTINO DI TOURS,
22
S. CECILIA, 25 S. CATERINA D'ALESSANDRIA
Dicembre: 6 SAN NICOLA, 8 IMMACOLATA CONCEZIONE, 10 BEATA VERGINE DI LORETO, 13 S. LUCIA, 15 NOVENA DEL SANTO NATALE, 24 e 25 VIGILIA E S. NATALE, 26 S. STEFANO, 31 S. SILVESTRO


Gennaio

1 CAPODANNO
A mezzanotte, la tradizione popolare vuole che le famiglie e comitive si riuniscano per festeggiare l'anno nuovo con spari e "brindisi".

6 EPIFANIA

La festività ricorda la rivelazione della divinità di Gesù al mondo pagano attraverso l'adorazione dei Magi. L'episodio dei Re Magi, possiamo considerarlo il simbolo della chiamata alla salvezza dei popoli pagani: i Magi furono la dichiarazione che il Vangelo era da predicare a tutte le genti.
II nostro dialetto sintetizza la ricorrenza così: "Alla Befenì tòtte re fìeste sò sciùte vì /Respònne Sènd Endùene: mò stòech’i ball’è sùene" (Alla Epifania tutte le feste sono andate via / Risponde S. Antonio: adesso ci sono io con balli e suoni).

17 S. ANTONIO
Anticamente in piazza Cappuccini, davanti alla chiesa omonima era consuetudine far radunare gli animali domestici per la rituale benedizione. I fedeli portavano in piazza traini con cavalli, muli e asinelli parati a festa, cani e gatti agghindati. maialini e pecorelle con bandierine svolazzanti legate alle orecchie e alle zampe. buoi con nastri variopinti, galli e galline stretti sotto le braccia, canarini e pappagalli in apposite gabbiette, e altre bestie. La benedizione era una vera e propria cerimonia, una festa alla quale convenivano tutte le rappresentanze di una fauna condotta in pompa magna. Questa manifestazione, è scomparsa da diversi anni. S. Antonio, nacque in Egitto dove visse dal 250 al 356 d.C. Fu un anacoreta e patriarca del monachesimo orientale. Divenne il guaritore della peste e dei contagi, in particolare 1' "Herpes Zooster", malattia volgarmente detta "fuoco di S. Antonio", proprio perché il santo ne fu afflitto.

Febbraio

2 CANDELORA
La solennità commemora 40 giorni dopo la nascita di Gesù la sua presentazione al tempio e la purificazione di Maria.
Nelle chiese si distribuiscono ai fedeli le candeline benedette. Un proverbio molfettese così recita: "Alla Nghénelòre o chiòeve o nèveche ti re vu chendàjnéli 'è quarénd'a dì de vìerne ha da passa" - (Alla Candelora, o piove o nevica, se vuoi contarli altri quaranta giorni d'inverno devi passare). Nella chiesa di S. Corrado è venerata la Madonna della Presentazione o Purificazione di Maria, che in vernacolo è detta "La Mèdonne de le predarne o de le perudde" (La Madonna dei pulcini). La statua raffigura la Madonna con nelle braccia il Bambino e ai piedi due Angeli che reggono rispettivamente un paniere con due tortorelle e una candelina. La statua lignea è del secolo XX, opera dello scultore barese Carella. Il simulacro viene portato in processione saltuariamente per la città.

9 S. CORRADO
II Santo originario della Baviera, si recò pellegrino in Terra Santa. Al ritorno, malato, sostò nell'Ospedale dei Crociati. Nella Cattedrale si conservano, in un'urna d'argento, le ossa del Patrono e il semibusto, pure d'argento, di scultura napoletana (XVII secolo), eseguito dallo scultore G. Todaro. Il semibusto, viene portato in processione per le vie della città. Anticamente in questa ricorrenza venivano accesi grossi falò, con ceppi di legna, per le strade cittadine.

Marzo

19 S. GIUSEPPE
S. Giuseppe figlio di Giacobbe, sposo di Maria e padre putativo di Gesù, discendeva da David. Nel 1621 Gregorio XV dichiarò il 19 marzo festa di precetto, poi Pio XI lo proclamò Patrono della Chiesa. In passato si accendevano i falò per le vie della città e si preparavano le "zéppele" (zeppole).

25 ANNUNCIAZIONE DI MARIA VERGINE
Questa festa rievoca il messaggio con cui l'arcangelo Gabriele comunicò alla Madonna l'incarnazione del Figlio di Dio. L'episodio avvenne a Nazareth. La solennità risale al secolo VI. Anticamente a Molfetta, si celebrava nella seconda
domenica dopo Pasqua. I festeggiamenti si svolgevano lungo la via Annunziata e in piazza Paradiso. Al numero civico 106 di via Crocifisso c'è una nicchia che contiene la statuina della Madonna.

La notte dal 30 al 31 L'AVÉMMÉRÌ ALLA MÈDONNE
Ogni anno, dopo la mezzanotte, si ripete una consuetudine popolare. Uomini e donne girano per le strade della città e scuotendo un campanello, ripetono il richiamo: "Ci è devòet'alta Mèdonne, fémmene / Ci av 'adisce l'Avémmérì alla
Mèdonne, fémmene ! - (Chi è devota alla Madonna, donne chi deve dire l'Avemmaria alla Madonna, donne!). I devoti, così sollecitati, si dirigono al Calvario lungo le cui scalinate accendono lumini. I convenuti si distendono faccia a terra e recitano un'Avemmaria. Poi in processione, cantando invocazioni religiose, sì portano davanti alle chiese del Purgatorio e di S. Stefano, dove recitano altre preghiere. Coloro i quali, pur desiati dal campanello o dal richiamo, non si recano al Calvario, devono secondo la tradizione recitare l'Avemmaria.

Aprile

26 MADONNA DEL BUON CONSIGLIO
Secondo la tradizione, la venerata immagine della Madonna nel 1647 pervenne miracolosamente da Scutarì d'Albania al Santuario di Genazzano. La Madonna è venerata presso la chiesa di S. Gennaro. La statua lignea è opera dello scultore
napoletano G. Verzella (secolo XIX). Da diversi anni la statua non viene più portata in processione per la città.

29 S. CATERINA DA SIENA
Nacque a Siena il 1347, ventiquattresima figlia di Giacomo e Lapa Benincasa, morì a Roma il 1380. A 7 anni fece il voto dì verginità. A 16 anni entrò a far parte del Terz'Ordine di S. Domenico. Pio XII la dichiarò Patrona d'Italia insieme con S. Francesco d'Assisi nel 1939. Le sue "Estasi" e "Le Lettere" fanno testo per la lingua e sono oggetto di studio nell'Università Cateriniana di Siena.

Maggio

CALENDIMAGGIO
Tradizione popolare scomparsa da diversi anni. Anticamente, quando iniziava il mese, le contrade rurali risuonavano di allegre voci.

3 INVENZIONE DELLA CROCE
Questa festa ricorda il rinvenimento della Croce sul Calvario da parte di S. Elena, madre di Costantino il Grande. La solennità apparteneva alle feste secondarie e si celebrava, nei diversi rioni della città, con l'allestimento di altarini popolari. In piazza Margherita di Savoia, davanti al monumento di Vito Pomari, veniva messa una grande croce adontata di lampadine. In seguito i festeggiamenti si svolsero davanti alla stazione ferroviaria. Infine, per interessamento del sacerdote don Giulio Binetti, in via Cavallotti davanti all'ex palazzo di "don Giulio". Alla fine
del Secondo Conflitto Mondiale la festività è scomparsa. La croce è il simbolo della fede cristiana. Essa ricorda al cristiano la Resurrezione e rappresenta la divisa e la gloria della Chiesa Cattolica.

8 MADONNA DI POMPEI
In tutte le chiese della città si recita la supplica in onore della Madonna dì Pompei (o del Rosario). Nella chiesa di S. Corrado è custodita la statua della Madonna, che viene portata saltuariamente in processione per la città. La statua, in cartapesta, fu eseguita dal nostro concittadino Corrado Binetti nel 1913. Nell'interno è custodita la Madonna di Pompei, vecchia tela restaurata, adomata di gemme e racchiusa in una cornice di bronzo.

11 MÈDONNE DU TREMELIZZE
La notte dell' 11 maggio 1560 si verificò una scossa tellurica, che danneggiò alcune città pugliesi (Barletta, Bisceglie). In quella occasione i molfettesi invocarono la Madonna dei Martiri per proteggerli e furono esauditi. A ricordo di tale avvenimento le Autorità edificarono un'edicola, situata su via Madonna dei Martiri.

Sulla lapide c'è scritto:
IN RICORDO DEL MIRACOLO
AVVENUTO LA NOTTE DELL'11-5-1560
PER INTERCESSIONE DELLA VERGINE SS.
LA CIVICA AMMINISTRAZIONE
CONFERMA LA FEDE DEGLI AVI
RIEDIFICA IL SACELLO
ASSECONDANDO   IL VOTO   POPOLARE
1957


17 S. PASQUALE BAYLON
S. Pasquale nacque a Torre Hermosa nel 1540 da Martino e Isabella Baylon. Beatificato da Paolo V nel 1618, fu canonizzato da Alessandro Vili nel 1690. Anticamente la statua del Santo veniva portata in processione per le vie cittadine. La statua è conservata nella chiesa di S. Bernardino. In origine S. Pasquale faceva il pastore perciò la devozione fu esercitata prima dai pastori. In seguito il culto passò ai funai, i quali portarono in processione il simulacro. Il cordone di canapa, che cingeva la statua veniva preparato e donato dal priore, il quale, dopo la processione, lo conservava tenendolo a disposizione delle partorienti. Costoro, per ottenere aiuto dal Santo, usavano attorcigliare la fune intorno al corpo quando iniziavano le doglie del parto.

22 S. RITA DA CASCIA
C'è molta devozione, specialmente delle giovinette, verso questa Santa ritenuta la Protettrice delle case desolate. Nella chiesa di S. Domenico è custodita la statua di S. Rita, che saltuariamente viene portata in processione per le vie della città. La statua, in cartapesta, è opera del nostro concittadino C. Binetti (1913). S. Rita nacque a Rocca Porena nel 1381 da umili genitori. Sposò a 15 anni un giovane violento e irrequieto, che fu ucciso dopo 2 anni di matrimonio. Entrò nell'ordine delle Agostiniane. Fu beatificata da Urbano Vili nel 1627 e santificala da LeoneXIII nel 1900.

24 MARIA SS. AUSILIATRICE

Nella chiesa di S. Giuseppe è conservata la statua lignea della Madonna, che viene portata in solenne processione per le vìe del rione parrocchiale. La statua è opera dello scultore Mussner di Ortisei (secolo XX). Il culto di Maria Ausiliatrice si diffuse con le successive vittorie degli eserciti cristiani contro i Turchi a Lepanto (1571) e a Vienna (1683). La festa fu decretata da Pio VII in seguito alla sua liberazione dalla prigionia napoletana (1815), che attribuì alla protezione della Vergine Ausiliatrice.

31 VISITAZIONE DI MARIA VERGINE
La tradizione religiosa ricorda l'incontro, presso Gerusalemme, di Maria Vergine con S. Elisabetta sua parente. Nella chiesa della SS. Trinità, sì conserva il gruppo della Visitazione. Le statue lignee furono eseguite dallo scultore Brodaglie nel XVIII secolo. Anticamente (2 luglio), la solennità si festeggiava con molto sfarzo da parte dell'omonima confraternita. Oggigiomo, si effettua la processione per le vie della città.

Giugno

13 S. ANTONIO DI PADOVA
La festa in onore di S. Antonio è molto popolare a Molletta. Nella chiesa di S. Andrea, si custodisce la statua in legno del Santo di autore ignoto. Con solenne processione viene portata per le vie della città. Un proverbio molfettese lo ricorda così: "Sènde Endoneie de re trìdece grazete" (S. Antonio delle [redici grazie), in quanto spesso si ricorre al Santo per avere aiuto. Il Santo (Lisbona, 1195 – Arcella 1231), era frate minore e teologo. Pio XII, nel 1946, lo dichiarò Dottore della Chiesa. Divenne famoso predicatore per la sua straordinaria conoscenza delle Sacre Scritture fu chiamato "Arca del Testamento".

21 S. LUIGI GONZAGA
Nella chiesa di S. Gennaro si conserva la statua del Santo, che in passato veniva portala in processione solenne per le vie cittadine. La statua lignea di S. Luigi fu eseguita dallo scultore napoletano G. Verzella (secolo XIX). Il Santo nacque a Castiglione dello Stìviere, nel 1568, dal marchese Ferrante e Maria Tana Santena Gonzaga. Nel 1585 rinunziò al titolo e all'eredità patema ed entrò nella Compagnia di Gesù. Morì di peste contratta nell'assistenza agli infermi durante l'epidemia che colpì Roma nel 1590. Beatificato da Paolo V nel 1605, fu santificato da Benedetto XIII nel 1726.

29 SS. PIETRO E PAOLO
La solennità è una delle più antiche e più solenni dell'anno liturgico. Per lungo tempo si ritenne fosse il giorno nel quale, nell'anno 67, i Santi testimoniarono la loro fedeltà a Cristo con l'effusione del sangue. Due proverbi molfettesi così ricordano i santi: "Sén Biete è Sèri Baule /pigghi'u sicchi'é u grémbàule" (S. Pìelro e S. Paolo / ti fanno ripescare secchio e rampone caduti nel pozzo), cioè i due Apostoli operano il miracolo di far recuperare i due attrezzi utili alla massaia. "Sén Biffe scalde la tigne" (S. Pietro scalda la lesta) vuoi dire che il sole è ormai cocente.

Luglio

16 BEATA VERGINE DEL CARMELO
La festività rappresentava una ricorrenza di notevole richiamo: apparteneva alle feste grandi. I festeggiamenti venivano celebrali con bande, con insegne luminose, spari e fuochi pirotecnici. Dall'ultimo dopoguerra la festa è gradualmente caduta in disuso. La statua ricoperta da pregevoli vesti ricamate di oro è custodita nella chiesa di S. Pietro. La statua in legno è opera dello scultore napoletano G. Verzella (XIX secolo). Saltuariamente la statua viene ancora portata in processione per le vie della città. La Madonna è venerata in modo particolare dai carmelitani. Il suo culto è collegato con l'apparizione della Vergine a S. Simone Stock. La festa fu istituita nel secoli XIV da Benedetto XIII.

26 S.ANNA
Secondo le scritture S. Anna, figlia di Mathan, ebbe due sorelle: Maria, poi madre di Maria Salòme, e Sobe, poi madre di Elisabetta. Il suo matrimonio con Gioacchino, sterile per molto tempo, fu allietato in età avanzata dalla nascita di Maria Vergine. I La festa viene celebrata senza sfarzi, ma con la semplice processione. Nella chiesa I della SS. Trinità si custodisce la statua. La statua lignea è di autore ignoto (secolo XVIII). M simulacro viene portato in processione per le vie della città. I devoti vestono un semplice camice bianco e cingolo, con fiocco terminale di colore rosso.

Agosto

15 ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE
Anticamente la festività era ritenuta sacra e si trascorreva nel silenzio: il popolo si concedeva una semplice scampagnata. Sin dalla sera della vescileie (vigilia) si accendono lumini e piccole lampade votive ad olio, dai balconi o dalle finestre delle case, per glorificare l'ascesa al ciclo di Maria Vergine. Il popolo, con spontaneità e sentimento di fede, viveva quasi una veglia notturna, che si protraeva sino alle prime luci dell'alba: a turno erano recitale 100 Ave Maria in onore dell'Assunta in Ciclo. In passato, nella ricorrenza della Madonna si portava in processione per la città la statua, che si custodisce nella chiesa di S. Gennaro. Oggigiorno, la processione avviene saltuariamente. La statua, in legno, fu eseguita dal napoletano G. Verzella (XIX secolo).

Settembre

8 NATIVITÀ DI MARIA VERGINE
La Sagra a mare ebbe inizio verso il 1870. Nelle prime ore del pomeriggio si effettuava l'imbarco della statua nelle vicinanze della Basilica. 1 marinai, a piedi scalzi, portavano sulle spalle il simulacro della Vergine a un pontile, costruito appositamente. La statua era deposta su un trono, poggiato su due barche a vela, unite tra loro da un tavolato e addobbate con bandierine; le barche venivano designale da un sorteggio, effettuato quindici giorni prima. Un suono di sirena indicava la partenza. Le due imbarcazioni (denominate "la varche de la Médonne). venivano trainate da numerose barchette, a forza di remi. Altre imbarcazioni, pavesale a festa, facevano da scorta. La navigazione durava circa quattro ore. Sul molo la banda, i fedeli, le Autorità, il Vescovo attendevano lo sbarco della Madonna. Quando la statua era posata sulla terraferma, venivano sparati fuochi pirotecnici. Seguiva la processione solenne per la città, fino al rientro, a sera nella Cattedrale. La Madonna ritorna alla Basilica la domenica successiva alla Sagra a mare. Con bolla del Pontefice Pio XII del I luglio 1951, la Madonna dei Martiri veniva proclamata Compatrona di Molfetta e per le mani dell'arciprete card. F. Tedeschini, la Vergine e il Bambino Gesù venivano incoronati con due artistiche corone. Il convegno fieristico venne istituito da Re Ladislao di Durazzo nel 1399. dall'8 al 15 settembre, concedendo l'esenzione dei dazi. Nei pressi della Porticella (ora Villa Comunale), si teneva la Fiera del bestiame. Da tutte le parti arrivavano : commercianti, artigiani, che esponevano vari tipi di mercanzie e si sistemavano lungo le mura della Città (oggi Corso D. Alighieri). La Fiera si celebra in concomitanza della festa della Madonna dei Martiri. In tale ricorrenza il quadro della Vergine veniva portato in solenne processione per la città. I molfettesi partecipavano numerosi, con fede e devozione. Nell'800 venne donata alla Basilica un'immagine in legno della Madonna. La statua, a grandezza naturale, raffigura la Vergine, la quale regge in braccio il Bambino; due angeli sorreggono il mantello. D'allora in poi, per la processione, venne preferita la statua al quadro. A testimonianza della propria riconoscenza per voti esauditi, i molfettesi hanno donato alla Vergine numerosi oggetti d'oro, molti dei quali vengono sospesi al simulacro durante la processione. Oggi la festività ha subito delle modificazioni. Le barche a vela sono state sostituite dai motopescherecci di maggiore pescaggio. Di conseguenza, l'imbarco della statua non avviene nelle vicinanze della Basilica, tramite il pontile, data la bassa profondità dei fondali. Perciò la statua viene portata a spalla fino al molo "Pennello", dove avviene l'imbarco.

26 SS. COSMA E DAMIANO
Le statue dei Santi Medici sono conservate nella chiesa di S. Gennaro. Esse sono portate solennemente in processione per la città. Le statue lignee dei SS. Medici sono di autore ignoto (secolo XIX). La domenica successiva molti fedeli si recano in pellegrinaggio a piedi a "Vetònde" (Bitonto), per prendere parte alla processione dei SS. Medici ed esprimere la loro devozione. 1 Santi Cosma e Damiano furono medici e martiri cristiani: subirono il martirio a Ciro, in Siria, nella persecuzione di Decio. Il culto si diffuse dall'Oriente all'Occidente e molte chiese furono ad esse dedicate. È famosa quella di Costantinopoli (secolo V).

Ottobre

4 SAN FRANCESCO d'ASSISI
Nacque ad Assisi nel 1181 e morì nel 1226. Nel 1209 fondò l'Ordine dei Frati minori. Nel 1212 quello femminile delle Clarisse. Predicò in Italia, Spagna e Egitto. Nel 1321 ricevette le stimmate sul Monte della Verna. Celebre è il suo Cantico delle Creature, esaltazione del mondo creato e inno di ringraziamento del Signore. A Molfetta il Santo è ricordato con il seguente proverbio: "A Sén Fréngische re fiche ind'n chènisire" (A San Francesco i fichi nel canestro) per rammentare che è tempo di riporre i fichi secchi fra le provviste casalinghe per l'inverno.

7 MADONNA DEL ROSARIO
Nella chiesa di S. Domenico si custodisce la statua della Madonna del Rosario. La statua, in cartapesta, fu eseguita dal leccese De Vìtis nel 1935. Il simulacro viene portalo in processione per le vie della città.

Novembre

1 OGNISSANTI
Anticamente per le strade della città, nel pomeriggio, girava un confratello del "Sacco Nero" con una cassettina fra le mani, accompagnato da un ragazzino che scuoteva un campanello. Egli raccoglieva le oblazioni per l'anima dei morti.

2 COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI
Nelle prime ore del mattino il cimitero si popola di persone che adornano le tombe dei propri cari con fiori e lumini. La ricorrenza fu istituita dall'abate di Cluny S. Odilone, intorno al 1030. e da Cluny si diffuse rapidamente in lutto il mondo cattolico. Da diversi anni, ad iniziativa del concittadino sig. Gerardo Tattoli, la festa di "Ognissanti" e la "Commemorazione dei defunti" vengono ricordate con spari, esibizioni della bassa musica e della banda, che nel pomeriggio del 2 novembre, esegue un concerto di marce funebri in piazza Vittorio Emanuele.

6 S. LEONARDO
Anticamente si preparavano i cosiddetti "calzauene de Sénde Lénérde" (calzoni di S. Leonardo) fatti con pasta frolla e con un ripieno di fichi e cioccolato, mandorle, corteccia di mandarino, tritati finemente. S. Leonardo, abate di Noblac (sec. VI), fondò monasteri, operò prodigi, esercitò l'apostolato.

11 S. MARTINO DI TOURS
La tradizione popolare vuole che si mangino le frittelle, le prime "cime di rape" e le castagne alla varòele (caldarroste) o allèsse. Un proverbio molfettese così sintetizza: "A Sénde Menine ogn'émusi'è vìne" (aS. Martino ogni mosto è vino) un po' meno noto quello burlesco, che paragona l'estate di San Martino come "la state de le crennéute" (l'estate dei cornuti) che in fondo sta a significare estate incerta e falsa. S. Martino di Tours, nacque a Sabarìa in Pannonia nel 316 o 317 morì a Candes in Touraine nel 397. Si racconta che alle porte di Arniens, Martino divise il suo mantello con un povero. Eletto a voce di popolo Vescovo di Tours, continuò la sua vita monastica in un convento vicino alla città che divenne presto un cenacolo per l'irradiazione della fede anche nelle campagne ancora pagane.

22 S. CECILIA
La ricorrenza è solennizzata da una S. Messa, manifestazioni musicali e fuochi d'artificio a cura dell'Associazione musicale "A. Dvorak". S. Cecilia, fu vergine e martire romana del 111 secolo. Le sue reliquie furono trovate nelle catacombe intorno all'821 da Papa Pasquale I e trasferite nella basilica a lei dedicala a Trastevere.

25 S. CATERINA D'ALESSANDRIA
Un proverbio molfettese rammenta la ricorrenza nel seguente modo "Sénd'a Caterine le néiev'alla.spine" (S. Caterina la neve alla spina). S. Caterina, vergine e martire, morì nel 305.

Dicembre

6 SAN NICOLA
La tradizione popolare vuole che ai bambini vengano donati: dolci, giocattoli e vari oggetti. Accanto al camino di sera si pone la scarpa, per ritrovarla al mattino piena di doni. 1 bimbi cattivi trovano scarpe piene di carbone e carbonella. Spesso si sentivano i genitori sgridare i bimbi in questo modo: "Non fate i cattivi altrimenti San Nicola vi porterà cenere e carbone". Un proverbio molfettese recita così: "Sénd'a Necòele pone boeri'è nòev'é bòen è sorte" (S. Nicola porta buona nuova e buona sorte), annunzio propizio alle fanciulle. Una poesia del prof. Vincenzo Valente così dice: "Semìa Necòele ve pe mère / ve vextut 'u mèrènere / ve cu libre e cu bastóne / ve cu sacche e nu uegnòne. / E' nu vecchie Menzignàere, / ve de mille a nisciun'ore: / inètte (talee e chembilte; /métte fiche e cecehelale, /ind'o scarpe preparale ". Il Santo, vescovo di Mira (Licia), Patrono della Russia e dei giovani, visse forse nel IV secolo e poco si sa della sua vita. Il corpo fu trasportato nell'XI secolo a Bari dove S. Nicola venne proclamato Patrono e in suo onore fu eretta una grande basilica.

8 IMMACOLATA CONCEZIONE
La ricorrenza è preceduta dalla recita della novena nella chiesa di S. Bernardino, dove si conserva la statua dell'Immacolata. La statua lignea, di fattura barocca, è opera dello scultore napoletano Brodaglio. Saltuariamente il simulacro viene portato in processione per la città. In questa occasione era d'uso scambiare ricordini e doni in oro fra fidanzati, che partecipavano anch'essi alla novena accompagnati dalle suocere e da altri parenti. Il corteo religioso era seguito da gran folla di devoti tra cui bambine vestite dì bianco (vérginélle) che cantavano, accompagnate dalla banda, inni dedicati all'Immacolata Concezione, che ancora oggi si ascoltano durante la novena. Un proverbio molfettese dice: "Alla Mécolate Irénd'a carrine òene annnétraie" (per l'Immacolata, trenta carlini sono maturati) per ricordare che si doveva pagare la pigione della casa.

10 BEATA VERGINE DI LORETO
La Madonna è venerata presso la chiesa di S. Teresa. La statua, in cartapesta, è opera del barese Salvatore Bruno (secolo XX). Anticamente la statua era portata in processione, oggi invece, saltuariamente nella domenica successiva alla ricorrenza.

13 S. LUCIA
La tradizione popolare vuole che si preparino tarallucci zuccherati cosparsi di giulebbe detti "occhi di S. Lucia". Un proverbio molfettese recita così: "A Sèna a Ledale l'arve de re vi vàie" (a S. Lucia si raccolgono le olive cadute dagli alberi sporgenti sulle strade). La statua, di autore ignoto, è custodita nella chiesa di S. Corrado, che saltuariamente viene portata per la città.

15 NOVENA DEL SANTO NATALE
In tutte le chiese di Moffetta incomincia la Novena al Santo Natale. La tradizione vuole che s'inizi a giocare a tombola e a cantare la S. Allegrezza. Durante il periodo della festività natalizia è usanza popolare preparare nelle chiese, nelle case e nelle scuole il presepio. Esso porta un gran da fare a tutti, anziani e giovani di ambo i sessi e molla allegria ai bimbi. Le prime notizie del presepe risalgono al 1223 quando S. Francesco d'Assisi lo allestì sotto forma di sacra rappresentazione a Greccio. Presso la Basilica della Madonna dei Martiri una volta si preparava un presepe in una cappella, denominala: "del Presepe", con le statue, in pietra, di San Giuseppe, della Vergine Maria e di Gesù Bambino. Nel 1670 il rev. don Giuseppe De Luca approntò nella propria abitazione un presepio, che destò curiosità fra i cittadini. Nel 1863 fra gli artigiani che si interessarono della Natività di N. S., c'era il maestro F. Cifariello, padre dell'illustre scultore Filippo Cìfariello, che creò le prime statue di Cristo e della Madonna. Nel 1864 i frali Bigi allestirono nella prima sede dell'Istituto dei Sordomuti (presso la Villa Nisio), un presepio con artistiche statuette, in terracotta, di scuola napoletana, dell'altezza di 30 centimetri. Tali statuette ora sono custodite presso la Basilica della Madonna dei Martiri, meta annualmente di visitatori. Nel 1916 per iniziativa del rev. don Ilarione Giovene fu preparato nella chiesa di S. Domenico un artistico presepe con personaggi in cartapesta di scuola leccese e di cartone romano. I molfettesi attaccati a queste tradizioni, ogni anno puntualmente si recano presso la chiesa di San Domenico per ammirare con grande interesse il Presepe curalo dall'attuale parroco don F. Sancilio. Il 24 dicembre 1973 ad iniziativa del Circolo Base 31 si organizza il "Presepe Vivente" presso la stazione neolitica del "Pulo". L'avvenimento venne accettato dai molfettesi con entusiasmo e meraviglia, nonché dai numerosi visitatori intervenuti. Lo scopo della scelta di quel luogo da parte del Circolo mirava a valorizzare il Pulo sotto l'aspetto turistico e culturale. Tale decisione non fu condivisa da molli, quindi la rappresentazione venne provvisoriamente sospesa. Nel 1982 per volontà dei componenti del Circolo Base 31 e dell'Associazione Turistica "Pro Loco", la manifestazione si è svolta presso l'Ospedale dei Crociali. La partecipazione dei visitatori è stata numerosa. L'antico e tipico presepe molfettese consiste in un paesaggio di montagna con grotta, pastori e cavalcata dei Re Magi.

24 e 25 VIGILIA E S. NATALE
La festività natalizia è celebrala a Molletta con varie manifestazioni che la rendono solenne. Molfetta, come tulle le altre citlà. ha la sua usanza popolare. La tradizione esigeva, come avviene tuttora, che alla vigilia di Natale si mangino: "cime di rape" con i] limone, capitone e baccalà, frittelle e frutti di mare. Una volta nell'attesa della mezzanotte si giocava a tombola. All'avvicinarsi dell'ora fatale i bimbi accendevano candeline e stelle finali e in processione giravano per la stanza, dove precedentemente era stato preparalo il presepe. Al più piccino si affidava il compito di deporre nella mangiatoia Gesù Bambino. Durante la cerimonia venivano eseguiti canti natalizi tra cui: "Tu scendi dalle stelle", quello molfettese "Santa Allegrezza" e così via. Alla mezzanotte i più grandi sparavano i botti, i più giovani bombette (tricch'é tracche). La Vigilia si concludeva come avviene tutt'ora, con la S. Messa della Mezzanotte. Per la solennità, le massaie dalle mani sapienti preparavano un pranzo di riguardo. Il piallo caratteristico comprendeva: orecchiette con ragù di maiale, bracioule e altre carni di pregio. Olire alle molte specialità dei dolci e liquori casalinghi. Tra i primi ricordiamo: "mostaccio!!", "cardeddaie", "calzengicchie", "lormncim', "sessemtedde" e "spume di mandorle". Per i secondi: rosoli di limone, nocino, cotogne e bergamotlo. In questa occasione ritornano parecchi emigrali dall'estero e dalle varie località d'Italia, in ossequio al proverbio che richiama Ì molfettesi nella ciltà natia: "Nélatefau'acaste, Pasqu'addat'acchì'a l'acchie" (Natale a casa tua, Pasqua dove ti trovi).

26 S. STEFANO
Nella chiesa di S. Stefano si commemora il protomartire a cura dell' Arciconfraternita omonima, con l'intervento dell'Ecc.mo Vescovo della Diocesi.

31 S. SILVESTRO
Questo giorno segna il passaggio di un altro anno. Buona fine e buon principio si sente pronunciare ovunque e si spera dì scacciare le angustie e le preoccupazioni dell'anno trascorso. Con volti sorridenti familiari, amici e conoscenti, insieme agli auguri, si scambiano doni. Il cenone di S. Silvestro saluta il trascorrere degli ultimi istanti di dicembre. A mezzanotte con spari e spumante, si festeggia l'arrivo del nuovo anno.
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