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10^ puntata - ''regola n. 2: IL PALLONE''

10^ puntata - ''regola n. 2: IL PALLONE''


Oggi ci occuperemo della regola n. 2 “IL PALLONE”. E’ l’oggetto o attrezzo fondamentale del gioco del calcio. Questo deve rispondere a determinati requisiti stabiliti dal regolamento al fine di garantire la regolarità della competizione.
Detti requisiti sono :
1) Di forma sferica;
2) Di cuoio e di altro materiale approvato dagli enti preposti;
3) Di circonferenza massima di cm. 70 e minima di cm. 68;
4) Di peso massimo di gr. 450 e minimo di 410 all’inizio della gara:
5) Di pressione fra 0,6 e 1,1 atmosfere (pari a 600-1100 gr./cm2) a livello del mare.
Il venir meno di uno o più di questi requisiti rende inevitabile la sospensione del gioco (inefficacia di qualsiasi effetto tecnico del gioco ma possibile ogni intervento disciplinare : ammonizione o espulsione); la ripresa del gioco avverrà da parte dell’arbitro se il pallone reso inutilizzabile era in gioco, detta ripresa avverrà nel posto ove si trovava il pallone al momento della perdita di uno o più requisiti. Nel caso in cui il gioco sia interrotto all’interno dell’area di porta, l’arbitro effettuerà la rimessa sulla linea di porta parallela alla linea di porta più vicino a quello in cui si trovava il pallone quando il gioco fosse stato interrotto.
Se il pallone perde uno o più requisiti quando non è in gioco, questo sarà ripreso con un nuovo pallone.
Il pallone non può essere sostituito durante la gara senza l’assenso
dell’arbitro. Nè può essere sostituito se per effetto delle condizioni ambientali (pioggia,
neve) il suo peso risulta alterato.
Il rispetto delle norme secondo cui il pallone non può essere sostituito senza “l’autorizzazione dell’arbitro” rende il gioco più frammentario, a ciò si è posto rimedio, in particolare per le gare di LNP ove è previsto l’utilizzo del “ Multiple Ball Supply Sistem” che garantisce ufficialmente i requisiti suddetti per cui la squadra ospitante metterà a disposizione 12 palloni (la ci rispondenza sarà prima verificata dall’arbitro) e 10 raccattapalle con abbigliamento che evitino confusioni cromatiche con quelle dei calciatori.
Questi saranno posizionati, due lungo ciascuna delle linee di porta e tre lungo
ciascuna linea laterale di cui uno sarà posizionato al punto di convergenza
della linea di centrocampo. Essi dovranno con solerzia offrire il pallone ai
calciatori che effettueranno le riprese di gioco al fine di rendere questo
scorrevole.
Diverse sono le disposizioni nelle gare di lega PRO, LND (Lega Nazionale
Dilettanti) e SGS (Settore Giovanile e Scolastico) dove prima della gara la
società ospitante deve fornire all’arbitro almeno tre palloni che rimarranno a
disposizione all’interno del recinto di gioco. Anche per queste categorie è
possibile l’uso di palloni, qualora le società possano o vogliano, con
l’ufficializzazione del : “ Multiple Ball Supply Sistem”.
In deroga a quanto stabilito dalle regole per i campionati “pulcini” ed
“esordienti” i palloni devono essere di dimensioni ridotte n. 4 e in cuoio
leggero o in gomma a doppio o triplo strato.
Ad una prime riflessione, sembrerebbe questa una regola che non impegna
molto l’arbitro e che il Suo “comportamento” non influisca minimamente
sull’andamento della gara. Non è così. In prima istanza è affidata all’arbitro la
individuazione dell’istante in cui il pallone perde la sua efficacia tecnica,
quindi procedere non solo alla sostituzione ma soprattutto alla modalità della
ripresa del gioco. In seconda istanza deve controllare il comportamento dei
raccattapalle (nelle categorie nazionali e ove si renda necessario Egli
segnalerà l’eventuale anomalia comportamentale al capitano della squadra
ospitante) e delle panchine nei campionati dilettantistici che attuino
comportamenti “scorretti” ( temporeggiare nella sostituzione del pallone
uscito dal recinto di gioco, lancio di un secondo pallone in campo, ecc..) al fine
di rallentare e rendere frammentario il gioco a fini ostruzionistici. Sono questi
elementi, apparentemente esterni, che influiscono in modo determinante in
particolare nelle categorie dilettantistiche ed ancor più in particolare nel SGS
ove si mettono in atto comportamenti “fraudolenti” per influire sull’’esito
tecnico della gara ma ancor più grave offrendo ai giovani calciatori messaggi
diseducativi facendo sì ch’essi confondessero l’astuzia con il raggiro o ancora
peggio con la slealtà. Si suggerisce, in ultima analisi, di controllare
costantemente il comportamento delle “panchine” (allenatore, dirigente) che
sono i primi artefici ad influenzare i giovani calciatori ad assumere
comportamenti non sempre corretti, pertanto il continuo controllo delle
panchine impedirà quegli eccessi comportamentali che consentirà di orientare
la gara entro limiti di adeguata correttezza sportiva.
Mi piace sottolineare che adempiere con attenzione e scrupolo a compiti che,
erroneamente, sono considerati facili, aiutano a superare compiti più ardui,
ciò non solo nell’arbitraggio ma nel vivere quotidiano.


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