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8^ puntata - ''Sulle Campagne - seconda parte''

8^ puntata - ''Sulle Campagne - seconda parte''


Sulle campagne - seconda parte

Nel 1890 la situazione sembra migliorare, anche grazie al buon andamento meteorologico; la crisi economica è diventata meno aspra e perciò più tollerabile, ma ha lasciato un segno tangibile nell'assetto produttivo:
«Questa città che ritrae la sua vita economica massimamente dalle industrie, non si è potuta riavere dai gravi danni patiti, per la crisi che tanto l'à travagliata; nè vi è da sperare che per ora possa rientrare nel suo equilibrio normale dappoichè gli stabilimenti industriali, che qui sono in buon numero, traggono una esistenza anemica, la quale si rispecchia nell'intero paese: La sola industria della pesca mantiene una vitalità florida, che offre alla popolazione un incremento di relativa agiatezza: e per questa speciale industria sarebbe bene avere delle riguardose cure».155
La stasi industriale è confermata anche nella Relazione annuale sulle condizioni economiche e morali del 1893, ma l'aspetto che dà il senso di una profonda crisi strutturale riguarda l'olivicoltura che, sebbene continui ad essere «la maggiore produzione di questo tenimento», sembra vivere momenti di particolare difficoltà. V'è una lacuna di oltre dieci anni (1894-1904) nelle relazioni agrarie che non ci consente di avere un quadro completo dell'andamento della produzione olearia.
Nella documentazione superstite, se si fa eccezione per il 1905, il 1906 e il 1909, tutti gli altri anni, fino al 1915, sono menzionati come assolutamente negativi per l'olivicoltura.156
Alcune testimonianze rinvenibili tra le carte della Camera di Commercio di Bari lasciano intravedere un decennio poco felice. Nel 1896 i venti sciroccali dell'autunno e la mosca olearia pregiudicano quantità e qualità della produzione dell'intera provincia; sempre a causa della mosca olearia il raccolto del 1899, in relazione all'intera provincia, «più che scarso, può considerarsi quasi perduto», quello del 1902 per la siccità ridotto di un quinto, per la stessa causa di un settimo quello del 1903; le previsioni per il 1904 «sono poco assicuranti» e si fanno ascendere a un terzo della produzione media, pari a 300.000 quintali, e per giunta di pessima qualità.157
Quanto a Molfetta, le poche notizie relative allo stesso periodo delineano una situazione che non sembra discostarsi molto da quella della provincia, se si fa eccezione per l'annata 1903-04, che vide una produzione di 136.000 quintali di olive, rispetto a una media annua di 96.000 quintali.158 Ciò che tuttavia lascia molto perplessi sulle sorti della olivicoltura molfettese d'inizio secolo è il fatto che in un elenco a stampa, risalente al maggio del 1907, relativo ai «produttori-esportatori di olio di olivo», diffuso dal Ministero di Agricoltura Industria e Commercio per favorire le esportazioni della produzione meridionale, non compaiano produttori ed esportatori di Molfetta, a differenza della considerevole presenza di quelli di tutti gli altri centri limitrofi.
Si può ben dubitare che gli operatori molfettesi non avessero bisogno della gratuita pubblicità ministeriale, e se non si possono escludere problemi di ordine organizzativo o di altra natura, si tratta indubbiamente di un elemento significativo della grave crisi che aveva colpito un settore vitale dell’economia cittadina.159 Certo è che nelle superstiti relazioni agricole solo a partire dal 1905 il territorio molfettese, solitamente gerarchizzato sul piano colturale nella triade canonica oliveto-vigneto-mandorleto, si caratterizza decisamente per la coltura degli ortaggi, che acquistano sempre più importanza nell'economia locale per qualità e quantità di produzione, garantita dalla «introduzione su vasta scala dei concimi chimici».160
Ad attenuare le ripercussioni sociali della crisi economica, l'amministrazione locale provvide
soprattutto attivando una serie ininterrotta di lavori pubblici. Si può anzi affermare che, senza il
bisogno di provvedere alle ripetute emergenze occupazionali, la sistemazione stradale della città e
del suo circondario non sarebbe stata realizzata con la stessa tempestività e sistematicità. Le notizie
dei primi provvedimenti comunali a favore della disoccupazione bracciantile risalgono al periodo
marzo-aprile 1860, quando furono destinati 300 ducati per soccorrere i bracciali disoccupati e si
fece appello alla carità dei privati, che però non si fece conoscere per la sua generosità.161
Notizie più allarmanti per l'ordine pubblico sono documentate per il mese di marzo del 1874
quando, dopo i danni prodotti dalla mosca olearia nel '73, «uno sviluppo vegetativo poco normale»
caratterizza le contrade molfettesi per «la rigidità straordinariamente prolungata dei freddi» e «la
quasi totale deficienza delle pioggie».162 A causa della «crescente miseria», dovuta alla mancanza di
lavoro e al carovita, «molti contadini hanno preso l'abitudine di recarsi in cotesta sala Municipale a
chieder soccorso; e aumentandosi quotidianamente la moltitudine dei bisognosi i carabinieri sono
obbligati ad accorrere sopra luogo per far sciogliere la massa che vi si raduna».163 La
Sottoprefettura è seriamente preoccupata per la tenuta dell'ordine pubblico. Prudenza vuole che si
aumenti di qualche unità la locale stazione dei carabinieri e che ci si attivi per trovare lavoro anche
altrove: si è avuto modo di ricordare che grazie all’intervento del sindaco un centinaio di lavoratori
molfettesi viene impiegata a Cariati, in Calabria, per la costruzione di un tratto ferroviario; allo
stesso modo l'amministrazione locale sollecita il direttore delle ferrovie meridionali per dare
immediata esecuzione ai lavori sul tratto Molfetta-Foggia, «per poter così occupare una buona quantità di bracciali, e lenire in parte la miseria, che si fa sentire potentemente in questo
comune».164
Nel dicembre del 1879 è sempre la Sottoprefettura a sollecitare l'amministrazione comunale a
«promuovere e procacciare per quanto è possibile il quotidiano lavoro ai più bisognosi, onde
eliminare la possibilità di gravi inconvenienti in conseguenza della miseria nell'attuale stagione
critica». Gli straordinari rigori invernali fanno temere un ulteriore riduzione dei raccolti e dei lavori
agricoli, e pertanto si sollecitano le autorità comunali a «voler attuare nelle presenti ristrettezze tutte
le possibili opere pubbliche, siano o no urgenti, allo scopo di offrire al popolo il modo di procurarsi
dignitosamente ed onestamente i mezzi pel pane che gli necessita». Si raccomanda, inoltre, di
favorire la creazione di comitati, «i quali unendo il denaro che potrebbe aversi dalla cassa comunale
alle offerte della pubblica e privata beneficenza, potrebbero curare l'impianto di cucine economiche,
e la compra anche di una certa quantità di generi per praticarne la rivendita, fosse pure a prezzi
ridotti».165
Questa volta la sollecitazione intesa a toccare le corde della pubblica e privata carità ha successo e
persino degli organi di stampa si fanno carico di esaltarla, riportando l'elenco dei generosi
benefattori. Si attiva anche il Sindaco, che chiede al Ministro dell'Interno di impegnare 20.000 lire
dei due milioni destinati dal governo come sussidi ai comuni, in opere di sistemazione di strade
rurali, allo scopo di dare lavoro ai bracciali, ripartendo le spese con i beneficiari di tali lavori, a cui
saranno addebitati i 3/5 degli oneri.166


155
Ibidem, Relazione annuale sulle condizioni economiche e morali del Circondario. Gennaio 1891.
156
Ibidem, fas. 1/4. Per la Relazione sulle condizioni economiche e morali del 1893, ibidem, fasc. 1/2.
157
ASB, Camera di commercio e industria di Bari, Atti, b. 1, fasc.1B, 2C, 2G, 2L.
158
Ibidem, Lettera del Comune di Molfetta dell’11 settembre 1904, dove la media annua di produzione di olio è calcolata in q. 12.000. Al 28 luglio dello stesso anno risale una comunicazione, già ricordata, di Corrado de Dato su carta intestata Huiles d’olive extra vèritables S D maison fonde en 1837, in cui si danno previsioni poco confortanti sulla futura campagna olearia che, a causa della «caduta straordinaria, anormale delle olive», vedrà probabilmente «un meschinissimo raccolto».

159
Ibidem, fasc. 4A-B.
160
ACM, Cat. 7, vol. 17, fasc. 1/4, Relazione dell’agosto 1905. Il riferimento all’uso dei concimi chimici è nella Relazione dell’aprile 1913.
161
ACM, Cat. 8, vol. 21, fasc. 3/4.
162
ACM, Cat. 7, vol. 17, fasc. 1/1, Relazione del maggio 1874.
163
ACM, Cat. 8, vol. 21, fasc. 3/4, Nota della Sottoprefettura di Barletta del 22 marzo 1874.
164
Ibidem, Lettera del Sindaco del 25 marzo 1874 al cav. Rua, direttore delle ferrovie meridionali.
165
Ibidem, Note della Sottoprefettura di Barletta del 19 e 20 dicembre 1879.
166
Ibidem, minuta del Sindaco, senza data, ma risalente al gennaio 1880. Tra queste carte sono conservati alcuni ritagli di giornali che riportano i nomi dei benefattori.


18/04/2013
Economia molfettese tra l'Ottocento e il Novecento a cura di Arcangelo Ficco