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2^ puntata - ''Modi di Vedere - 1^ parte''

2^ puntata - ''Modi di Vedere - 1^ parte''


Modi di Vedere (Ways of Seeing)
John Berger


Non appena iniziato a leggere il libro intitolato Modi di Vedere di John Berger (1926), mi sono reso conto che la prima frase, "Lo sguardo viene prima delle parole. Il bambino guarda e riconosce prima di poter parlare "(J. Berger 7) ha una analogia con una dichiarazione che ho fatto durante un meeting in cui ho atteso la scorsa estate, basata su una domanda: "Che cosa viene prima la lingua parlata o il pensiero?" la mia risposta fu, “Poichè noi vediamo ogni cosa prima di identificarla con un nome, allo stesso modo un bambino di tenera eta’, impara a riconoscere le cose senza conoscerne i relativi nomi. “ Quello che intendo dire è che, se il primo uomo delle caverne ha dato un nome a qualcosa è perchè ha prima visto l'oggetto interessato e più tardi ha sentito il bisogno di dargli un nome. In sostanza, non si può utilizzare un qualsiasi linguaggio se non pensiamo prima ed abbiamo chiara l’immagine di qualcosa che vogliamo esprimere o rappresentare, come la prima caccia raffigurata da disegni preistorici ad esempio, nelle grotte di Lascaux (Francia), come prima forma di espressione tra gli esseri umani. Nel caso de “La chiave dei sogni”, un dipinto del pittore surrealista Rene’ Magritte (1898- 1967) ha un concetto simile, per il punto di vista o modi di vedere come sopra, che dice: "Il nostro modo di vedere le cose è influenzato da ciò che sappiamo o ciò che crediamo"(8).
In altre parole, il modo di vedere le cose è molto soggettivo ed è anche legato al momento del periodo storico in cui vediamo un oggetto o una scena. Quando vedo le cose diversamente da qualcun altro, è perchè sto dando all'oggetto un valore diverso da un'altra persona in grado di visualizzare lo stesso oggetto. La conoscenza che abbiamo già acquisito su qualcosa, può influenzare il modo in cui la osserviamo. Persone diverse possono anche utilizzare lo stesso oggetto in modi diversi, perchè la loro conoscenza di tale oggetto è legata alla diversita’ di cultura e origine. Per esempio in Cina, i cinesi vedono un cane non solo come l’ amico dell'uomo, ma anche come una specialità culinaria tradizionale da servire in ristoranti prestigiosi. Molto spesso ciò che vediamo è in relazione a ciò che noi crediamo sia reale o il prodotto della nostra immaginazione. Per esempio, se si vede un oggetto solo dal punto di vista di come è fatto, in che materiale è stato creato e non per la sua funzione, si inizia a dare all'oggetto un valore diverso. Se vediamo un dipinto di Jackson Pollock (1912- 1956), senza dare alcun significato apparirà solo una tela con milioni di gocce di colore su di esso. Secondo John Berger, "L'immagine diviene un punto di memoria di come X ha visto Y" (10). In sostanza, mentre gli artisti producono le loro opere d'arte non solo si lasciano trasportare dalla propria spontaneita’, che è legata alla loro esperienza / memoria ed emozione, ma sono anche influenzati dal contesto storico in cui stanno temporalmente vivendo. Il prodotto del loro lavoro può essere rivoluzionario per le persone che vivono nello stesso contesto storico, ma non può avere la stessa reazione in un pubblico contemporaneo che vive a distanza di secoli lontano dall’atto della creazione di questo lavoro di arte remota. Tuttavia, non possiamo dimenticare che "la Storia costituisce sempre il rapporto tra un presente e il suo passato" (Berger 11). Un pezzo d'arte può essere molto spesso una documentazione di un determinato periodo storico, perchè raffigura persone e oggetti, parte della scena del tempo in cui il pittore viveva. Un vecchio dipinto riflette le immagini e luoghi del passato, come i dipinti del tardo-rinascimentale artista olandese JohannesVermeer (1632-1675), che è una "testimonianza diretta sul mondo che circondava le altre persone in altri momenti. A questo proposito le immagini sono più precise e più ricche di letteratura" (10). Pertanto, la storia è un fattore importante nel mondo dell'arte, perchè è un modo per confrontarsi con un'opera d'arte in diversi periodi storici. E’ un modo per confrontare gli iniziali punti di vista di un artista del passato attraverso la sua visione del mondo connessi con la sua cultura e origine con un opera d'arte contemporanea assieme al suo concetto o modo nuovo di vedere il mondo in cui l'artista contemporaneo vive, esprimendosi attraverso i suoi quadri. La relazione tra il vecchio e nuovo punto di vista, è un riflesso dell'evoluzione di un artista in relazione alla sua fase di perfezionamento nel produrre un'opera. Secondo l'autore, la storia rappresentata in un'opera d'arte è il riflesso di una combinazione di elementi che descrive la purezza dell'artista che vive nel suo mondo, la bellezza della pittura reale, e le informazioni esatte che riceviamo dall'immagine raffigurata dall'artista. Tuttavia, se tutti questi fattori possono essere inclusi per raggiungere il miglior risultato di un prodotto d'arte, c'è un altro elemento che dobbiamo considerare e che puo’ influire notevolmente sul progetto finale, la classe dirigente che ha commissionato l'opera all'artista. Dal momento che l'artista ha messo a disposizione la sua energia e sforzi per esprimersi al meglio, raffigurando innocentemente la realtà così com'è (verosimile), il committente può molto probabilmente non essere completamente soddisfatto per il risultato. In questo caso l'artista al fine di regolare le imperfezioni della realtà raffigurata, egli tenta di giustificarle adottando un’ altra forma di espressione, interpretando l'ovvio in un modo che, può essere visto in una prospettiva differente da quella che il pubblico può avere, nel vedere il lavoro finale. Pertanto, in questo caso si parla di mistificazione. In altre parole, "mistificazione è il processo usato per deviare l’attenzione da cio’ che potrebbe altrimenti essere evidente ... Oggi vediamo l'arte del passato, come nessuno l’ha mai vista prima. Noi in realtà la percepiamo in un modo diverso" (16). Secondo gli studiosi moderni, mentre facciamo progressi nella vita e nella tecnologia, in modo parallelo acquisiamo una prospettiva diversa nell’esprimere pareri e nel dare un senso ad un pezzo d'arte.
Per quanto riguarda la prospettiva ottica, posso dire che un altro modo di vedere e rappresentare la realtà sta nel vederla attraverso la moderna invenzione di una macchina ottica chiamata, fotocamera o videocamera. "La prospettiva rende il singolo occhio il centro del mondo visibile. Tutto converge verso l'occhio come al punto di infinita fuga" (Berger 16). Sicuramente, la prospettiva è ovunque, non perchè le cose sono come le vediamo, ma perchè il nostro occhio è naturalmente sferico e costringe la nostra visione a vedere le cose secondo la forma sferica dei nostri occhi. Dicendo questo, siamo in grado di applicare la stessa spiegazione per l'occhio della telecamera, perche’ il suo obiettivo ha una struttura semisferica, che imita fondamentalmente la funzione dell'occhio. Poichè l'uomo ha avuto la possibilità di utilizzare questa invenzione meccanica, che ha il potere di tradurre l’attimo in immagini, disponibili allo spettatore in qualsiasi momento, al tempo stesso l’uomo sentiva di essere in potere di immaginare ogni momento della sua vita in tutto ciò che vedeva attraverso l'uso della fotocamera. Pertanto, il fotografo essendo in grado di catturare il tempo in un modo molto immediato attraverso la fotografia, questo fenomeno ha creato una tale reazione nella storia dell'arte, che i lavori dei pittori cominciavano a perdere il senso di esistere, poichè la fotocamera o videocamera inizio’ a sostituire la funzione del pennello che lavorava su un'immagine statica dipinta ad olio su tela. Questa tecnologia è stata causa di polemiche nel tempo moderno, che ha ispirato e stimolato artisti del periodo della rivoluzione industriale a divenire artisti moderni. Infatti, quando si parla di arte moderna, ci viene spontaneo parlare di Pablo Picasso (1881-1973) e la sua arte cubista. "Per i cubisti il visibile non era più quello che affrontò il singolo occhio, ma la totalità delle possibili visioni prese da punti circostanziali all’oggetto (o persona) che era dipinto" (18). Il cubismo è finalmente una scappatoia dalla realtà vista in modo tradizionale, raffigurante cose e persone in una forma distorta. Grazie a questo moderno modo di tradurre la realtà in arte, gli artisti hanno trovato una via d'uscita dal crollo del mondo dell'arte divenuto ormai remoto.
Tuttavia, oggi possiamo ancora godere della bellezza dell'arte classica (rinascimentale inclusa) tanto quanto l'arte contemporanea (arte moderna inclusa). "L'unicità di ogni dipinto faceva parte dell'unicità del luogo in cui risiedeva" (Berger 19). Quando vediamo un dipinto di Michelangelo Buonarroti (1475-1564), permanentemente disponibile nella Cappella Sistina a Roma, lo ammiriamo perchè è un riflesso del passato, che rappresenta anche parte del carattere dell'artista. Se la stessa immagine la vediamo in un contesto diverso, come per esempio incorniciata in una casa comune, il significato del dipinto cambia drammaticamente. Questo è esattamente ciò che accade con la riproduzione di un dipinto originale. Cosa rende un dipinto che sia un originale è il fatto che, è il solo ed unico pezzo d'arte esistente nella Storia dell'Arte. "Un lavoro d’arte e l'arte in se’ sono considerati di valore maggiore del commercio stesso - il suo prezzo di mercato si dice che sia un riflesso del suo valore spirituale" (21). Dal momento che il processo di riproduzione ha cominciato ad essere popolare con l'invenzione della macchina da stampa, dopo il risultato limitato della macchina fotografica, l'opera d'arte originale ha iniziato a guadagnare potere e reso disponibile e monitorato (mercato nero) solo da una certa classe sociale, la classe dirigente, che ha creato un sistema chiamato, Capitalismo. Per quanto riguarda la societa’ di massa, è stato reso disponibile in commercio solo riproduzioni di opere d'arte tratte dall’originale e che la gente ha iniziato ad apprezzarle non per la sua unicità, ma perchè l'immagine riflessa in una riproduzione è unica per se’. "Il significato del lavoro originale non risiede più in quello che trasmette in modo univoco, ma in quello che è unicamente" (21). Per esempio, quando un turista statunitense acquista una maglietta con una riproduzione di un dipinto del pittore rinascimentale Canaletto (Giovanni Antonio Canale, 1697-1768), la pittura assume, in questo contesto, solo il significato di mantenere un buon ricordo del tempo bello e unico trascorso a Venezia (Italia). PRIMA PARTE

Continua nella prossima puntata

Di Vito Giancaspro


28/07/2013
''Punti di Vista'' di Vito Giancaspro