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8^ puntata - ''Led e fibre ottiche: gli arredi diventano sorgenti''

8^ puntata - ''Led e fibre ottiche: gli arredi diventano sorgenti''


Led e fibre ottiche: gli arredi diventano sorgenti

Tavolini, sedute, porte e altro ancora, pezzi tutti diversi. Ma, a guardarli, la loro funzione sembra sparire ed emerge la luce. Arredi luminosi. Doppio uso? Forse, ma non è quello che conta. Una cosa è certa: non si tratta di lampade, o quantomeno fare luce è solo un valore in più: «Oggetti ibridi dalla forte carica emozionale: perchè sono contemporaneamente materiali e immateriali. La sensazione di potersi sedere nella luce o toccarla li rende attraenti», dice Francesco Zurlo, docente alla facoltà di architettura del Politecnico di Milano. Persino misteriosi verrebbe da dire, perchè la luce appare a sorpresa, quasi senza svelare da dove provenga esattamente: «Merito dei led con la loro capacità di miniaturizzazione. Poi, grazie alla bassa tensione, c'è una possibilità in più: potersi avvicinare senza bruciarsi». Basta guardare la nuova serie Meridiano del marchio spagnolo di illuminazione Vibia: tavolini (c'è un piano d'appoggio), lampade da esterno ma anche sculture che creano attraverso la luce giochi di ombre e colori e forme in grado di integrarsi all'ambiente. Piacere emozionale: a questo proposito Zurlo ricorda gli esperimenti «sensoriali» dei bambini negli atelier di Reggio Children, istituzione d'eccellenza nella formazione prescolare: «Una lampada a bassa tensione con un cavo lunghissimo - la May Day di Flos, disegnata da Konstantin Grcic - veniva data ai piccoli perchè se la portassero negli angoli o sotto i tavoli scoprendo gli effetti magici della luce». Luce che dà un nuovo valore agli arredi: concetto alla base anche della nuova collezione Natevo, lanciata da Flou in occasione del Salone del Mobile. «L'idea è nata l'anno scorso, con un nuovo letto dotato di illuminazione a led integrata nella base e nella testata per creare una funzionalità in più», spiega Massimiliano Messina, presidente di Flou. Il successo del prodotto, l'osservazione dell'effetto («Ci ha ricordato la bellezza di certi monumenti di notte») e l'avvio quest'anno della serie Natevo: «Materiali messi a contatto con la luce: vetro per il piano di un tavolo, tessuto a rete per una poltrona, barre di alluminio per una libreria. Peraltro i led, illuminando queste superfici, migliorano la qualità della loro luce - afferma Messina che prospetta un nuovo scenario -: poter trasformare un pezzo d'arredo in una sorgente luminosa, magari rinunciare persino alla lampada: una soluzione per rendere ancora più "ecologica" l'illuminazione della casa». «Eco» è anche il modo di acquistarli: mediante una sottoscrizione sul sito internet dedicato (pronto ad accogliere idee per nuovi progetti): «Entrano in produzione solo i più votati, evitando lo "spreco" di pezzi che non piacciono». Luce racchiusa in un mobile. Punto di partenza furono anni fa i grandi arredi da esterno in polipropilene a cui qualche anno fa fu aggiunta all'interno l'illuminazione a bassa tensione. Oggi la ricerca sui materiali prosegue e anche il Corian - materiale composito da idrossido di alluminio e resina acrilica - può cambiare aspetto con la luce: «Grazie agli spessori assottigliati fino a 13 millimetri e ai colori chiari traslucidi messi a punto appositamente», spiega Claudio Greco di DuPont Corian. E poi, motivi ricavati nella superficie resi visibili da un'illuminazione mirata: «Cubi e pareti luminose con decorazioni che emergono da luci esterne o inserite all'interno». Ultima novità, la collaborazione per una serie di porte dove il Corian bianco è retroilluminato e diventa «a colori». A rendere magiche le stanze di casa. Innovazione, ultima frontiera i tessuti luminosi: «Trame che inglobano fibre ottiche con piccoli led nascosti. Emozioni tattili e visive», spiega Tommaso Galbersanini di Il Filo dei Sogni che li produce sotto forma di runner, cuscini, tende. Una cosa è certa, oggi lo scenario fluido della casa richiede anche questo: arredi 24 ore da usare all'interno e in esterni, ma persino di giorno e di notte.
Di Nani Silvia
Fonte: Corriere della Sera


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