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5^ puntata - ''La consapevolezza: una proprietà del "campo unificato" – parte 2''

5^ puntata - ''La consapevolezza: una proprietà del


La "consapevolezza": una proprietà del "campo unificato" – parte 2

La coerenza cerebrale generata dalle tecniche di MT e MT-Siddhi
La M.U.M. ha condotto numerose ricerche su alcune "tecniche mentali" che permettono di aumentare la "coerenza" delle onde cerebrali in modo semplice ed efficace per mezzo di un approccio soggettivo ma sistematico, come dimostrato da centinaia di ricerche scientifichecondotte da varie Università in tutto il mondo (1).
Tali tecniche, che derivano da antiche tradizioni di antichi maestri ed esperti di Yoga dell'Himalaya, sono state accuratamente selezionate per adempiere allo scopo. La loro metodologia merita di essere considerata "scientifica" per esattezza e riproducibilità, sebbene siano nate in un ambito estraneo alla scienza occidentale ed abbiano ereditato molti aspetti dalla loro tradizione originaria (come ad esempio la terminologia).
Si tratta delle tecniche di meditazione trascendentale o MT, in inglese TM (1957); e di MT-Siddhi (1976), così come sono state insegnate da Maharishi Mahesh Yogi, che dopo essersi laureato in fisica trascorse molti anni sull'Himalaya, dedito a profonde ricerche nel campo della consapevolezza (in inglese: transcendental meditation o tm). Ovviamente la pratica di tali tecniche è indipendente da ogni possibile implicazione mistica o religiosa e permette semplicemente di portare l'attenzione della mente ai livelli in cui si suppone operi direttamente il campo unificato.
La coerenza cerebrale indotta da queste semplici tecniche permette un funzionamento più ordinato e naturale della mente e del sistema nervoso: per esempio producono un aumento dell'intelligenza ed una forte riduzione di "stress" e tensioni dannose (1).

Perchè la MT agisce a livello quantistico
La M.U.M. afferma che le tecniche di MT e MT-Siddhi permettono alla mente di accedere ai livelli in cui il campo unificato opera direttamente, ovvero alla sfera da cui nasce ogni entità fisica ed ogni manifestazione dell'universo.
Questa notevole affermazione viene giustificata osservando che la coscienza deve essere considerata una qualità del campo unificato, per cui risulta perfettamente naturale che la mente possa accedere all'ambito quantistico ed acquisirne le qualità superiori di ordine e potenza. Questo è possibile se il sistema nervoso (che in ultima analisi è un sistema chimico-fisico, per quanto complesso e raffinato) raggiunge lo stato quantistico di "minima eccitazione", come viene permesso dalle tecniche di MT ed MT-Siddhi.
Qualcuno potrebbe dubitare del fatto che la coerenza cerebrale osservata sia veramente prodotta dal campo unificato e potrebbe supporre che essa sia causata invece da "banali" fenomeni psico-fisiologici, secondari rispetto alla fisica fondamentale.
Ebbene, sono possibili varie risposte a tale obiezione. Anzitutto le analogie riscontrate con i fenomeni quantistici sono notevoli, per cui è lecito supporre che le tecniche in questione inducano realmente un macro-stato quantistico nel cervello dei praticanti: costoro riferiscono di provare a livello soggettivo le "qualità" di universalità, ordine perfetto, assenza di contenuti, illimitatezza ed invarianza nel tempo che oggettivamente si attribuiscono al "vuoto quantistico". Così come ogni campo o particella in natura è uno stato eccitato del vuoto quantistico, analogamente ogni pensiero nel campo di coscienza di ogni individuo può essere considerato come un'eccitazione dello stato di "pura coscienza", cioè di quello stato assoluto sperimentato durante le tecniche in questione. Tutto ciò è rimasto lungamente estraneo alla neuro-fisiologia poichè questa generalmente studia i convenzionali stati di coscienza, contraddistinti da un alto disordine: per analogia, le semplici leggi dell'emissione elettromagnetica da parte di un atomo di idrogeno non potrebbero essere mai ricavate studiando l'emissione luminosa di un sistema di molecole complesse ad alta temperatura.
Vi è infine una prova definitiva a favore dell'audace ipotesi in esame: se il campo unificato è realmente responsabile di questi fenomeni, si dovrebbe assistere ad un altro fenomeno straordinario: un "Effetto di campo della coscienza", ovvero una propagazione della coerenza nell'ambiente circostante. In pratica l'aumento di coerenza dovrebbe estendersi ad altre persone, rendendo più naturale ed ordinato il funzionamento della loro mente. Se ciò avvenisse, decadrebbe ogni possibile obiezione sull'ipotesi proposta, poichè un fenomeno del genere sarebbe del tutto inspiegabile nei tradizionali termini neuro-fisiologici.

Effetto di campo della coscienza: l'Effetto Maharishi
Il fenomeno in questione, detto "Effetto Maharishi", è già stato osservato e verificato più volte(2) (naturalmente si tratta solo di un effetto fisico, ovvero di un'induzione di coerenza che prescinde dai contenuti del pensiero e non produce "forzature" sulla volontà altrui). Molte persone si chiedono se un'influenza di questo tipo sia veramente possibile, ed anche per molti scienziati si tratta di un argomento "tabù". Infatti, a causa dei nostri pregiudizi, esitiamo ad ammettere che anche la mente deve essere soggetta alle leggi naturali; ma questa è una verità che occorre riconoscere, se non si vuole ricadere nella metafisica (così l'accusa che generalmente viene rivolta agli scienziati della MIU [oggi MUM] viene facilmente capovolta!).
In realtà nell'Effetto Maharishi non avviene nulla di più strano di quanto avviene in una normale calamita, che crea un campo magnetico al suo esterno in virtù del suo ordine microscopico interno (anche se in realtà l'Effetto Maharishi è paragonabile a ben più raffinati effetti quantistici).
Noi viviamo costantemente immersi in un "calderone" di campi fisici, come il campo gravitazionale, il campo magnetico terrestre, i campi elettromagnetici prodotti dalle varie emittenti radio-televisive o dai telefonini cellulari. La fisica moderna ha dimostrato che perfino la materia è una condensazione di campi quantistici. Perchè mai una struttura fisica come il sistema nervoso dovrebbe rimanere estranea alle normali interazioni tra i diversi campi naturali? Negare questa possibilità significa assumere un atteggiamento chiuso, dogmatico e, in sostanza, antiscientifico.
L'Effetto Maharishi è paragonabile ad un importante effetto quantistico, il "diamagnetismo perfetto" (Effetto Meissner, 1957), che all'interno di un superconduttore annulla l'influenza dei campi magnetici esterni. Infatti l'Effetto Maharishi non "trasmette" propriamente delle influenze, ma piuttosto "elimina" le influenze negative sulle onde cerebrali (disordine prodotto da stress o altro), permettendo così il ripristino del funzionamento naturale della mente, ovvero di un'alta coerenza cerebrale (qualità intrinseca originaria del campo di coscienza).
Occorre precisare che i tipi di interazione fisica attualmente conosciuti (elettromagnetico, gravitazionale, nucleare forte e debole) non sono in grado di spiegare questo fenomeno (che pure è stato più volte osservato) ed è per questo che è necessario rivolgersi a livelli più profondi ed unificati delle leggi naturali, ovvero al "campo unificato" ricercato dalle teorie contemporanee di unificazione.
Pertanto il campo fisico responsabile dell'Effetto Maharishi sarebbe il campo unificato stesso, non sotto un aspetto particolare (campo elettromagnetico o gravitazionale o altro), ma nel suo aspetto fondamentale, anteriore alla differenziazione nei diversi tipi di campo (Hagelin, 1986). L'Effetto Maharishi creerebbe piccole sollecitazioni nella struttura stessa dello spazio-tempo (3), che normalmente è descritta dalla teoria della relatività generale (Einstein, 1916).
Va sottolineato che una straordinaria conferma della possibile influenza della consapevolezza umana su dispositivi fisici (REG, Random Event Generators) è già stata ottenuta presso la Princeton University nell'ambito del Progetto PEAR e del Progetto Noosphere . Inoltre negli anni '70 gli scienziati Targ e Puthoff avevano già dimostrato l'esistenza di influenze reciproche tra persone distante (ad es. Nature 18/10/1974) ed in seguito i neurofisiologi Greenberg-Zylderbaum e Ramos avevano evidenziato influenze reciproche negli elettroencefalogrammi di persone in sintonia emozionale tra di loro, nel corso di ricerche del tutto diverse e indipendenti dagli studi condotti sulla MT e sull'Effetto Maharishi.

Le verifiche dell'Effetto Maharishi
La scienza ha un carattere sperimentale e richiede una conferma concreta di ogni ipotesi o teoria: anche l'esistenza dell'Effetto di campo della coscienza deve essere sottoposta a verifica.
Ebbene, esistono già numerosi risultati a riguardo. I primi indizi sull'esistenza dell'effetto si ebbero negli anni '70, negli Stati Uniti, quando i dati dell'FBI evidenziarono una notevole riduzione dell'indice di criminalità in alcune città in cui almeno l'uno per cento degli abitanti praticava la MT, mentre la tendenza nazionale era di un netto aumento (4).
In seguito molte ricerche hanno confermato che nelle comunità (città, regioni, Stati) in cui almeno l'1% della popolazione pratica la MT, si ottiene un netto miglioramento dei principali indici sociologici: ad esempio minor numero di episodi criminali, di incidenti, di malattie, e molte altre conseguenze positive (5). Si tratta di effetti statistici molto significativi, non imputabili alle normali fluttuazioni casuali: l'Effetto Maharishi risulta addirittura uno degli effetti sociologici più confermati e verificati.
Queste conseguenze sociologiche sono imputabili ad una riduzione del livello generale di stress, dovuta all'induzione di coerenza. L'effetto presenta una stretta analogia con vari fenomeni chimici o fisici (frequenti per esempio nel magnetismo), in cui una piccola frazione di elementi ordinati in un sistema disordinato riescono ad aumentare considerevolmente il grado di ordine collettivo del sistema. Alla M.U.M. si parla di una autentica "transizione di fase sociologica" indotta dall'Effetto Maharishi.
Negli ultimi anni è stato dimostrato che il potente programma di MT-Siddhi permette di ottenere l'Effetto Maharishi con un numero ridottissimo di persone, pari alla radice quadrata dell'1% della popolazione. Evidentemente questo è dovuto ad un aumento della coincidenza di fase tra i vari partecipanti al programma: grazie al principio dell'interferenza costruttiva, l'effetto risulta proporzionale non al numero dei partecipanti, ma al suo quadrato, e ciò permette la riduzione del numero dei partecipanti alla radice quadrata (3).
Alla fine del 1983 fu creato per la prima volta un Effetto Maharishi "Globale", cioè di portata mondiale, grazie ad un'assemblea di 7000 "esperti" che per tre settimane praticarono in gruppo il programma di MT-Siddhi (7000 era circa la radice quadrata dell'1% dell'intera popolazione mondiale). I risultati furono analoghi a quelli ottenuti in precedenza a livello locale, ma risultarono estesi a tutto il mondo. Si ebbe anche un forte rialzo simultaneo di tutti i mercati azionari (evento insolito), a testimonianza della vitalità diffusa dall'effetto (6).
I numerosi esperimenti condotti in seguito, sia a livello locale che mondiale, hanno regolarmente fatto registrare risultati sociologici positivi. L'Effetto Maharishi ha perfino prodotto forti attenuazioni della conflittualità in regioni afflitte da guerre (7).
Ovviamente i risultati sono stati analizzati con i sofisticati metodi statistici normalmente utilizzati negli studi sociologici ed in varie scienze (fisica compresa). Sull'Effetto Maharishi sono stati pubblicati vari articoli su riviste accademiche di sociologia e scienze politiche (8), che si uniscono ai numerosi articoli pubblicati da riviste di medicina e psicologia sulla MT e sulle MT-Siddhi (1).
Sulla base di questi straordinari risultati appare opportuno stabilire al più presto in ogni Nazione un "gruppo di coerenza" che permetta rapidi progressi nella soluzione dei vari problemi sociali, politici ed economici.

Fabrizio Coppola

Il titolo originario di questo articolo (1993) è:
La "consapevolezza": una proprietà del "campo unificato".
Nonostante i risultati sperimentali che porta a sostegno, esso è stato fortemente criticato ed osteggiato in campo accademico, evidentemente a causa di vari pregiudizi ancora radicati nella mentalità di molti scienziati.



NOTE:
1. Uno dei primi articoli uscì su Science n.167, 1970, pag.1751 (Wallace, Physiological effects of Trascendental Meditation); il primo articolo in Italiano uscì su Le Scienze n.45, 1972, pag.70 (Wallace, Benson, Fisiologia della meditazione). Da allora sono stati pubblicati innumerevoli articoli su riviste specialistiche; ad esempio: International Journal of Neuroscience, 14, 1981, 147; British Journal of Psychology, 73, 1982, 57; Journal of Mind and Behavior, 8, 1987, 67; Psychosomatic Medicine, 49, 1987, 493; Journal of Clinical Psychology, 45, 1989, 957; Journal of Social Behavior and Personality, 6, 1991, 957; e moltissimi altri. Link in inglese: Scientific research on transcendental meditation(riassunto); Bibliografia completa (link al sito MUM, già MIU).
2. Sull'Effetto Maharishi esistono decine di ricerche scientifiche, a partire dal 1976 (ad esempio v. punti 4, 5, 6, 7, 8)
3. Hagelin, in Maharishi's Programme to Create World Peace, Maharishi Vedic University, Vlodrop, Olanda, 1987, 18-20
4. Borland, Landrith, Collected Papers vol.1, Maharishi European Research University, Rheinweiler, Germania, 1976, 639; Dillbeck, Landrith, Journal of Crime and Justice, 4, 1981, 25
5. ad es.: Dillbeck, Banus, Polanzi, Landrith, Journal of Mind and Behavior, 9, 1988, 475
6. L'esperimento fu condotto nello Iowa, USA, dal 17/12/1983 al 6/1/1984; è descritto nel seguente l'articolo: Orme-Johnson, Cavanaugh, Alexander, Gelderloos, Dillbeck, Lanford, Abou Nader, The influence of the Maharishi Technology of the Unified Field on world events and global social indicators, pubblicato congiuntamente nel 1984 dalla Maharishi International University, Fairfield, Iowa, USA, e dal prestigioso Massachussets Institute of Technology, Cambridge, Massachussets, USA, Department of Nutrition and Food Science.
7. Ad esempio sono stati condotti con successo degli esperimenti in Libano ed Israele: Orme-Johnson, Alexander, Davies, Chandler, Larimore, Journal of Conflict Resolution, 32, 1988, 776
8. Oltre agli articoli citati ai punti 4, 5, 7: Dissertation Abstact International, 49(8), 2381; Social Science Perspectives Journal, 2(4), 1988, 80; ed altri.


24/11/2013
''Le nuove frontiere della medicina'' a cura del dott. Salvatore Tomasone