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STORIA DELL'ACCONCIATURA - ETA' CLASSICA

STORIA DELL'ACCONCIATURA - ETA' CLASSICA



In GRECIA, in epoca classica, al passaggio dall'infanzia all'adolescenza, i giovani tagliavano le loro chiome e le consacravano, secondo il sesso, a Febo o ad Artemide ed acconciavano i capelli in riccioli corti; le fanciulle poi, in occasione del loro matrimonio, si rasavano completamente il capo. Le donne greche di epoca classica segnavano una scriminatura al centro del capo e raccoglievano morbidamente sulla nuca le due bande di capelli legandoli con nastri o trattenendoli con reti, diademi, trecce, spilloni o cerchi metallici ornati anche di pietre preziose. Spesso intorno al capo portavano la CALANTICA, un tessuto leggero che poteva essere usato sia come fascia che come velo.
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Gli uomini sceglievano prevalentemente la pettinatura detta a giardino: capelli a riccioli corti che circondavano la testa; i più vanitosi, nel VI secolo, portavano un nodo di capelli alto sulla fronte (CROBILOS) che piaceva anche alle signore: esse lo adottarono spostandolo sulla sommità del capo e chiamandolo CORIMBOS.
Le donne greche amavano anche tingere i loro capelli in nero-blu con riflessi metallici. Le vittorie militari dei ROMANI e la costituzione del loro immenso impero, li posero in contatto con tutti i popoli del Mediterraneo da cui appresero, tra l'altro, anche l'arte dell'acconciatura. Fino al III secolo a.C., infatti, a Roma non si conosceva la professione degli acconciatori e i primi tonsores (parrucchieri) vennero dalla MAGNA GRAECIA appena conquistata. Nel periodo precedente, le donne portavano capelli raccolti sulla nuca e legati con nastri (vittae) o fermati da spilloni (acus) o divisi in trecce e gli uomini, austeri e sobri, tagliavano corti i loro capelli senza alcun artificio. Il contatto con le più raffinate civiltà dei popoli conquistati modificò il gusto: anche gli uomini della Roma bene si fecero acconciare i pur corti capelli (se ne avevano) in riccioli a giardino e adottarono,specialmente durante i banchetti, corone di foglie e fiori. Secondo la tradizione, nel giorno del loro matrimonio, le fanciulle romane avevano un'acconciatura particolare: la chioma, divisa con l'ago crinale (HASTA CAELIBARIS) in sei ciocche o trecce, veniva rialzata e trattenuta con bende di color porpora oppure con una corona di rose e mirto.
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Nelle case patrizie non mancavano le ORNATRICES, schiave addestrate alla cura delle sempre più sofisticate pettinature delle matrone: reticelle d'oro e pietre preziose, diademi, gioielli e fiori servirono a contenere e completare acconciature di capelli veri o di parrucche vistose: vere e proprie architetture di riccioli e trecce disposti a più ordini sul capo ed intorno ad esso. Lo stesso poeta OVIDIO (I sec. D.C.) si preoccupa che le sue concittadine possano perdere i loro capelli a furia di usare ferri per arricciarli e tinture per colorarli di rosso sempre più acceso, come la moda esige. Con il Cristianesimo torna una certa sobrietà: una scriminatura centrale divide morbidamente la chioma che viene poi raccolta sulla nuca in una treccia piatta arrotolata; spesso un velo incornicia il viso.

fonte: www.benessere.com


23/09/2014
Rubrica a cura del Salone di Bellezza ''Equipe Giusy''