Giramolfetta
 MOLFETTA - lunedì 24 settembre 2018 - Giramolfetta anche su... Facebook You Tube
ULTIME NEWS Mondiali Russia 2018: le partite di semifinale saranno Francia-Belgio (mar 10/7 ore 20:00) e Inghilterra-Croazia (mer 11/7 ore 20:00)
LE MASSIME DEL GIORNO
Col tempo e l'esperienza fiorisce la prudenza.
 
Sanse, la resa di metano varia di caso in caso

Sanse, la resa di metano varia di caso in caso



Impossibile generalizzare perchè ciascuna tipologia di frantoio oleario genera una matrice con proprie peculiarità. Il potenziale dipende anche dall’inoculo, ossia dalla biodiversità dell’ecosistema batterico all’interno del digestore



Prima di approfondire gli aspetti tecnici e pratici relativi all’utilizzo di sanse olearie per la produzione di biogas è importante precisare che a livello normativo tali matrici vengono classificate come sottoprodotti (non rifiuti) soddisfacendo i requisiti precisati negli articoli 183 184 del Dlgs. 152/2006.
Quindi, nel caso in cui gli impianti di biogas siano autorizzati a utilizzare sottoprodotti agroindustriali è burocraticamente possibile un rapporto diretto di reciproco interesse tra i frantoiani e i gestori dei fermentatori, i primi interessati a realizzare un ricavo dal sottoprodotto e i secondi alla ricerca di alimenti economici alternativi alle colture dedicate.
Un impianto di biogas da 999kW nella pratica può utilizzare da 1 a 10 t/gg di sansa, a seconda delle caratteristiche di essa e degli altri prodotti utilizzati nell’alimentazione.

Tre tipi di sansa
Dal punto di vista tecnico ed economico tale opportunità va attentamente valutata caso per caso in base alle caratteristiche della sansa olearia in questione, poichè esse variano in funzione della tipologia di oleificio. La principale distinzione è quella tra frantoi a ciclo discontinuo e quelli a ciclo continuo: i primi utilizzano per la frangitura delle olive le tradizionale ruote di pietra dette molazze (a volte utilizzate anche nel ciclo continuo) e l’estrazione viene affidata alla spremitura meccanica mediante presse idrauliche; i secondi sono invece caratterizzati da frangitori e decanter in linea. A loro volta gli oleifici a ciclo continuo posso essere distinti in impianti a tre fasi oppure a due fasi: nel primo caso vi è un decanter a tre uscite (olio, acqua, sanse), nel secondo caso invece solo due (olio, sanse umide). Come anticipato ognuna di queste tre macrocategorie di frantoi genera una diversa tipologia di sansa. L’oleificio a ciclo discontinuo genera una sansa solida avente un’umidità variabile tra il 20 e il 30%.
I frantoi a ciclo continuo invece generano una sansa avente un maggior contenuto di acqua: nel caso degli impianti a tre fasi di circa il 50-60%, mentre nel caso delle due fasi si arriva al 7080%, poichè sia la sansa che l’acqua confluiscono in un unico sottoprodotto. Nella pratica è possibile trovare frantoi a ciclo continuo con soluzioni speciali che prevedono separatori terminali per concentrare la sansa.
Un’altra importante distinzione che riguarda tutte le tre macrocategorie citate è quella tra sansa denocciolata e non denocciolata, a seconda che vengano separati o meno i frammenti di nocciolo delle olive. A questo proposito va detto che la presenza di nocciolino nella sansa rappresenta una tara sgradita per gli impianti di biogas, poichè tale frazione di lignina non comporta nessun apporto metanigeno (la lignina non viene digerita nell’ambiente e nei tempi tipici di un fermentatore) e può causare problemi di sedimentazione nelle vasche e meccanici agli organi di movimentazione. Per questi motivi l’interesse dei gestori degli impianti di biogas è generalmente quello di reperire sansa denocciolata.
È il diverso contenuto di acqua che caratterizza le tre principali tipologie di sanse olearie a influenzare il potenziale metanigeno (Bmp, Biochemical methane potential) di ciascuna. Nella tabella sono riportati i valori indicativi di Bmp ottenuti tramite test di biometanazione in laboratorio; si tratta di dati approssimativi, per la cui valutazione occorre tenere conto delle successive considerazioni, ma allo stesso tempo rappresentano un razionale orientamento del valore di questi sottoprodotti. È facilmente intuibile che più la sansa è concentrata più il potere metanigeno è alto.

Interpretazione dei valori
Come anticipato i valori di Bmp vanno interpretati. Va innanzitutto precisato che il potere metanigeno è un parametro che dipende non solo dalla matrice stessa, ma anche dall’inoculo ossia dalla biodiversità dell’ecosistema batterico all’interno del digestore. Inoltre la qualità di ogni processo di fermentazione deve essere valutata non solo in base alla resa di metano, ma anche considerando il comportamento reologico del digerente ossia il comportamento fisico della miscela in termini di viscosità, tendenza a formare cappello o sedimento, fenomeni di gelificazione, formazione di schiuma e variazioni del coefficiente di scambio termico.
Un altro aspetto fondamentale per valutare l’interesse di una matrice per l’utilizzo nei digestori è il tempo di rilascio del metano correlato alla velocità di digestione. Infatti per un sottoprodotto grasso come la sansa olearia, il potenziale metanigeno si riferisce a un tempo di digestione relativamente lungo a causa della più difficile digestione che un elemento grasso necessita rispetto a uno zuccherino. In altre parole, i valori di Bmp rappresentano un’indicazione corretta solo se il tempo di digestione delle matrici in questione è uguale o minore ai tempi di ritenzione di un impianto di biogas; in caso contrario i valori di Bmp rappresentano un valore sovrastimato rispetto alle rese pratiche.
Indicativamente le matrici grasse per essere completamente digerite necessitano di permanere nell’ambiente tipico di un fermentatore dai 45 ai 60 giorni.
La curva cumulata di produzione di metano della sansa che descrive l’andamento del rilascio in funzione del tempo si caratterizza per una fase di stasi intorno al terzo e quarto giorno, seguita poi da una ripresa. Tale anomalia rispetto alle consuete curve cumulate di produzione di metano tipiche degli insilati spesso viene interpretata come l’effetto dell’azione inibitoria (battericida) dei polifenoli contenuti nei sottoprodotti oleari.
In realtà la spiegazione di tale andamento è di natura fisica; nelle primissime fasi della digestione dei grassi si viene a creare un’emulsione e parziale saponificazione che porta alla formazione di schiuma che intrappola il biogas nelle bolle più o meno persistenti.
È possibile concludere affermando che la sansa olearia è un sottoprodotto potenzialmente interessante per gli impianti di biogas, ma il suo utilizzo va pianificato caso per caso valutando con attenzione tutti gli aspetti descritti.

Di Diego Vagnini


Fonte: agricoltura24



22/01/2015
Olio e salute a cura di Vincenzo Corrieri - Frantoio Oleario Caputo
12/05/2018
Danni da gelo, le stime aggiornate
18/02/2018
Gestione della chioma e alternanza di produzione
09/01/2018
LA TRASFORMAZIONE - 2^ parte
12/12/2017
Il frantoio sostenibile: biogas dalle sanse
09/08/2017
Lotta alla mosca: c’è ancora molto da fare!
07/06/2017
Potare gli oliveti ad altissima densità
21/04/2017
Microonde nel processo di estrazione dell’olio
14/03/2017
Monitorare le olive ci salva dalla mosca
27/01/2017
Trapianto da contenitore
12/12/2016
Prevista in calo la produzione mondiale di olio
27/10/2016
Miscelare oli di categorie diverse è ingannevole
17/09/2016
Due voci doganali per “vergine” e “extravergine”
07/08/2016
Nuovi accorgimenti per gli impianti intensivi
24/06/2016
Sanzioni olio, un decreto tutto da riscrivere
11/05/2016
La Xylella si cura?
08/04/2016
Olio, più consumi nel mondo. Ma non in tutti i Paesi
08/03/2016
Olivo, il controllo della tignola
15/12/2015
Non c’è pace tra gli ulivi
12/08/2015
Olive da tavola, l’etichetta diventa obbligatoria
11/07/2015
Italiano, solo così si ritrova la leadership
22/06/2015
Biodiversità, il clima fa la spia sulle più forti
08/06/2015
Bio boom anche in cantina. L’impulso del reg. 203/2012, in piena revisione
28/05/2015
Dai sottoprodotti fenoli ad alto valore
15/05/2015
Cambiare i portinnesti per contenere il Capnodio
04/05/2015
Etil esteri, quest’anno è meglio controllarli
25/04/2015
Olivo, la scelta varietale. Come sfruttare l’enorme biodiversità italiana
17/04/2015
Oleocantale, la molecola che annienta i tumori. Risultati preliminari su cellule in provetta
09/04/2015
Spagna a corto di olio di oliva
29/03/2015
Soluzioni anti-ticchiolatura in coltura biologica
21/03/2015
Olio: Alla conquista degli Usa puntando sul salutismo
13/03/2015
Olio d’oliva: Battuta d’arresto delle importazioni
05/03/2015
Coop investe sull’olio 100% italiano. Siglato alla kermesse della Cia l'accordo che porterà sugli scaffali le prime 400 mila bottiglie
22/02/2015
Il campo elettrico pulsato migliora la resa d'estrazione
15/02/2015
Cos'è l'oliocottura e quando si usa
08/02/2015
Opera Olei: nasce il Consorzio che vuole diffondere la cultura dell'olio extra vergine di oliva
30/01/2015
Una chance per vedere se gli olivi sono sani
22/01/2015
Sanse, la resa di metano varia di caso in caso
15/01/2015
Corfù, dai veneziani l'eredità di boschi secolari
10/01/2015
Manuali o elettriche. E il taglio costa meno
26/12/2014
Ai blocchi di partenza la staffetta per la qualità
21/12/2014
Mosca, un flagello. Attenzione alle frodi
07/12/2014
Riforma Pac 2014-2020, le scelte nazionali
01/12/2014
È una chance per mettere in campo le proprie forze
25/11/2014
Raccolta, luci ed ombre di un anno di lavoro
19/11/2014
Olio di oliva, -35%. Prezzi in aumento Crolla la produzione. Impennata delle quotazioni. Scatta l’allarme qualità
14/11/2014
L'olio extravergine di oliva alla sfida dei mercati asiatici
08/11/2014
Al via il decreto emergenza Xylella
02/11/2014
Rialzo dei listini, l'Italia si affranca dalla Spagna
29/10/2014
Nuovi strumenti per smaltire le acque di vegetazione
24/10/2014
Qualità, occhio al degrado nel processo di estrazione
18/10/2014
Mosca, attacchi precoci. Resa e qualità a rischio
11/10/2014
Da mangiare o per condire. Quasi pronti per la raccolta
05/10/2014
Extra bio, crescono le vendite trainate dal chilometro zero
29/09/2014
Corfù, dai veneziani l'eredità di boschi secolari
24/09/2014
Reflui oleari, i metodi per renderli “buoni”
18/09/2014
Taglio drastico agli aiuti con l'arrivo della nuova Pac
12/09/2014
Idrossitirosolo, molto più di un antiossidante
06/09/2014
Le sostanze naturali che colorano l'extra
30/08/2014
Dai greci ai giorni nostri. La storia dei contenitori
24/08/2014
Il suicidio dell'olio di oliva. Il Nyt attacca il made in Italy
17/08/2014
Pompa a zaino ''Sparamosca''
10/08/2014
Impianti intelligenti che dosano i concimi
30/07/2014
Con l'olio d'oliva anche il fegato è protetto
25/07/2014
Con il recupero dei reflui il risparmio è assicurato
20/07/2014
Le migliori attrezzature per gestire dei residui
14/07/2014
Bottiglie scure o ambrate. L'olio sta meglio in vetro
07/07/2014
Travaso e filtrazione. Prime fasi di conservazione
02/07/2014
No al rabbocco. Miscele in etichetta
23/06/2014
Per una bella fioritura ci vuole tanta luce
16/06/2014
I marcatori molecolari che scoprono le bugie
10/06/2014
Idrossitirosolo, molto più di un antiossidante
04/06/2014
Le sostanze naturali che colorano l'extra
28/05/2014
Norme, una vecchia storia di ricerca e di parametri
23/05/2014
Il suicidio dell'olio di oliva Il Nyt attacca il made in Italy
16/05/2014
Dai greci ai giorni nostri. La storia dei contenitori
11/05/2014
Impianti intelligenti che dosano i concimi
04/05/2014
L'acqua migliore per la salute dell'olivo
27/04/2014
Fenoli dell'olio, i guardiani del sistema cardiovascolare
19/04/2014
Olio: Scambi internazionali. Ripresa dopo il ristagno
13/04/2014
Olio d'oliva, nuovi spazi nei Paesi emergenti
04/04/2014
Dopo le piogge attenzione al risveglio dei patogeni
28/03/2014
Competizione idrica è tempo di sfalciare
23/03/2014
Olio extravergine d’oliva biologico: buono per il palato e per la salute
19/03/2014
Dalle olive una miniera di composti bioattivi
11/03/2014
Extravergine e pomodoro. Un connubio da testare
05/03/2014
L'alta qualità combatte le malattie. La bassa le favorisce
24/02/2014
Meglio e più a lungo: il ruolo della Dieta Mediterranea e dell'olio extravergine di oliva
20/02/2014
LE VIRTÙ SALUTARI DA METTERE SUBITO IN TAVOLA - 2^ PARTE
12/02/2014
LE VIRTÙ SALUTARI DA METTERE SUBITO IN TAVOLA - 1^ parte
05/02/2014
16^ puntata - ''OSSERVARE E GUSTARE''
28/01/2014
15^ puntata - ''OLIO D’OLIVA: UN FILO D’ORO PER IL BENESSERE TOTALE''
21/01/2014
14^ puntata - ''Il grande inganno dell'olio extra vergine d'oliva e la speranza dell'Alta Qualità''
27/12/2013
13^ puntata - ''Superato anche il talco. In frantoio è meglio il carbonato di calcio''
01/11/2013
12^ puntata - ''Dove è finita l'alta qualità dell'olio extra vergine d'oliva italiano?''
06/10/2013
11^ puntata - ''Tutti i rischi della potatura degli olivi durante la raccolta''
19/09/2013
10^ puntata - ''L'Alta Qualità per l'olio d'oliva torna in alto mare''
14/08/2013
9^ puntata - ''Dalla sansa estrarre polifenoli a uso cosmetico e farmaceutico''
04/08/2013
8^ puntata - ''Un linguaggio nuovo per dare valore sensoriale agli oli di eccellenza''
13/07/2013
7^ puntata - ''Identikit del consumatore d'olio italiano''
25/06/2013
6^ puntata - ''L’olio italiano viaggia in Ferrari''
09/06/2013
5^ puntata - ''L’anima internazionale dell’olio bio ha casa in Puglia''
25/05/2013
4^ puntata - ''La scienza non ha dubbi, usate l’olio extravergine di oliva''
12/05/2013
3^ puntata :''E' fuorilegge la dicitura Bassa Acidità sull'etichetta dell'olio extra vergine d'oliva''
24/04/2013
2^ puntata - ''Il ciclo di sviluppo della tecnologia olearia è arrivato al termine? Ecco cosa bolle in pentola''
10/04/2013
1^ puntata - ''PRESENTAZIONE''