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Cooperativa Ca’ Magre: custodi della terra

Cooperativa Ca’ Magre: custodi della terra



Antonio Tesini ha lo sguardo sincero e l’entusiasmo di un ragazzo mentre racconta la storia della Cooperativa Ca’ Magre di Isola della Scala, in provincia di Verona, della quale è presidente sin dalla fondazione, nel 1988.
“I nostri principi ispiratori sono stati: agricoltura biologica, tutela della terra, che non è nostra, ma ci è stata data in custodia, e autogestione.
Insieme alla mancanza di fini di lucro, perchè siamo tutti inseriti come operai agricoli e se ci sono degli utili vengono reinvestiti. Questi punti fondamentali ci hanno tenuto uniti e hanno contribuito a che la cooperativa potesse continuare a vivere”. Nonostante la diffidenza iniziale di chi pensava non ce l’avrebbero fatta, nonostante le tante difficoltà incontrate, nonostante il confronto, a volte acceso, tra i soci, perchè proprio “dal confronto di teste diverse nasce magari l’idea buona”, come quella che ha portato Ca’ Magre ad attraversare più di un quarto di secolo, continuando a pensare
al futuro, rappresentato ora dalle nuove generazioni di figli e nipoti.
L’Antonio di oggi non è molto diverso dal giovane coi capelli lunghi che 26 anni fa, insieme ad altri 3 amici, ha dato vita a questa storica realtà del biologico. “Eravamo in quattro, due ragazzi e due ragazze” racconta “tutti scontenti del lavoro che facevamo. Ci siamo chiesti: cosa vogliamo fare della nostra vita? Vogliamo provare un progetto agricolo? Da lì è partita la scommessa”. Antonio
è onesto e spontaneo mentre parla delle origini della cooperativa, e lo è anche quando parla di sè: “Ho fatto studi sbagliati: invece di agraria ho fatto ragioneria. Ma ho fatto il ragioniere solo per 2 anni, poi mi sono licenziato. I miei genitori all’inizio erano disperati, cossa veto a far n.d.r. che vai a fare? mi chiedevano; poi, però, vedendo la mia determinazione hanno capito e mi hanno sempre sostenuto, soprattutto nei primi anni in cui non riuscivamo a pagarci lo stipendio. Perchè siamo partiti con l’entusiasmo dei vent’anni, ma senza attrezzatura nè terra”. A tutti e quattro manca
l’esperienza e così iniziano a lavorare in una cooperativa agricola convenzionale: lì, resisi conto che questo metodo agricolo non è sostenibile nè dal punto di vista ambientale nè da quello economico, cominciano a pensare al biologico. Trovano un piccolo appezzamento di poco più di un ettaro con un casale diroccato, oggi sede dell’agriturismo: il proprietario è disposto a venderlo, ma il terreno è leggero e povero di sostanza organica, disastrato da 7 anni di coltivazione di tabacco che l’avevano
depauperato e che ne rendevano necessaria la rigenerazione. “I pochi produttori biologici di allora ci hanno dato una mano e per due anni abbiamo fatto solo sovescio (l’interramento di colture per creare sostanza organica), senza alcun introito. Intanto, abbiamo provato a fare delle piccole coltivazioni, mentre facevamo dei lavori esterni per poter pagare il fondo.
Avevamo le idee chiare: volevamo diversificare l’attività agricola con la vendita diretta e poi con l’agriturismo”. Con la vendita diretta arrivano i primi introiti: Antonio e gli altri soci iniziano a girare i mercati e, man mano che aumentano la richiesta e il giro di vendita diretta, cresce anche la produzione agricola e la cooperativa si estende su nuovi terreni.
Partita da poco più di un ettaro, oggi Ca’ Magre si estende per 30 ettari, sui quali vengono coltivate moltissime varietà di ortaggi perchè “le persone non conoscono più tutta una serie di prodotti quasi scomparsi e cercano le stesse varietà per tutto l’anno”. Proprio per questo Ca’ Magre ha deciso di affiancare alla vendita diretta quella nei negozi specializzati negozi specializzati come quelli a insegna Cuorebio, ed è entrata a far parte del progetto Le Terre di Ecor. Nel tempo, inoltre, ha aggiunto alla produzione agricola altri progetti, come la fattoria didattica: “Abbiamo un piccolo allevamento di animali per la didattica, perchè facciamo parte del circuito Penna D’Oca promosso dall’Associazione veneta produttori biologici. Tre sono i percorsi didattici: uno sull’orto, uno sugli animali e uno sulla palude”. La palude, in particolare, rappresenta il “pallino fisso” di Antonio;
secondo lui, infatti, “le aziende agricole devono fare tutela ambientale, non solo attraverso la coltivazione biologica, ma anche con altre azioni concrete che potremmo definire extra agricole. Noi abbiamo adottato la palude di Pellegrina, a Isola della Scala, un sito d’importanza comunitaria perchè è uno dei tre piccoli lembi di zone umide della provincia di Verona, insieme con il Busatello di Gazzo Veronese e il Brusà di Cerea. Abbiamo avviato un progetto di salvaguardia che prevedeva la piantumazione di un piccolo bosco e la coltivazione del salice, coltivazione tipica delle paludi; inoltre, abbiamo realizzato un esperimento rendendo inaccessibile parte della palude per studiarne
l’evoluzione ecologica. Proprio qui si è insediata una garzaia dove nidificano gli aironi”.
Prima di salutarci, chiediamo ad Antonio se c’è un messaggio che vuole condividere con i lettori. Risponde sorridendo:“ Vorrei darne due. Uno alle aziende agricole, che devono fare resistenza attiva per continuare a vivere di agricoltura. La resistenza si fa tralasciando quello che è solo l’aspetto economico e intraprendendo anche progetti di tutela. L’altro messaggio è per gli “utenti” (non amo definirli consumatori) ed è di essere curiosi e di chiedere sempre la storia del prodotto che si sceglie di mangiare: conoscere l’alimento, da dove viene e chi lo produce, anche visitando le aziende agricole, perchè le persone che vivono in città non sanno cosa c’è dietro un prodotto, tutta la bellezza e la durezza del lavoro agricolo”.

CA’ MAGRE - AGRITURISMO L’ORTO AMICO
via Camagre 69 - 37063 Isola della Scala (VR)
Tel. 045 6630692
www.camagrecoop.net


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