Giramolfetta
 MOLFETTA - martedì 13 novembre 2018 - Giramolfetta anche su... Facebook You Tube
ULTIME NEWS Mondiali Russia 2018: le partite di semifinale saranno Francia-Belgio (mar 10/7 ore 20:00) e Inghilterra-Croazia (mer 11/7 ore 20:00)
LE MASSIME DEL GIORNO
Col tempo e l'esperienza fiorisce la prudenza.
 
Olio: Alla conquista degli Usa puntando sul salutismo

Olio: Alla conquista degli Usa puntando sul salutismo



L’olio d’oliva è sempre più presente sulle tavole delle famiglie statunitensi. In poco più di dieci anni, il consumo di questo prodotto è passato dalle 170mila t della campagna 1999/2000 alle circa 277mila t del 2011 (fonte Coi), confermando gli Stati Uniti come maggior mercato tra i Paesi dove il consumo dell’olio d’oliva non è patrimonio della tradizione.
A una domanda così importante non corrisponde un’offerta adeguata: secondo le stime del Coi nel 2011 la produzione olearia statunitense, pur in costante crescita, si è assestata sulle 6mila t, facendo degli Stati Uniti il secondo importatore mondiale di olio d’oliva, subito dopo l’Italia.

La salute al primo posto
Ma qual è la percezione dei consumatori statunitensi di questo prodotto che solo recentemente ha iniziato a esercitare un appeal sul mercato nazionale? Una ricerca sul consumo di oli extravergini d’oliva, condotta presso l’Università della California e coordinata da Jean-Xavier Guinard, ha messo in evidenza che i fattori da prendere in considerazione sono molteplici.
La motivazione più significativa per il consumo dell’olio d’oliva è quella salutistica. Ciò non stupisce se si considera la campagna di promozione del consumo d’olio d’oliva condotta da varie istituzioni negli ultimi dieci anni. Nel 2004 la Food and drugs administration, l’ente statunitense che effettua i controlli sulla sicurezza alimentare e sui farmaci, ha riconosciuto ufficialmente le proprietà salutistiche dell’olio d’oliva, autorizzando a indicare in etichetta che “mangiare due cucchiai di olio d’oliva al giorno può ridurre il rischio di danni coronarici grazie all’azione degli acidi grassi monoinsaturi dell’olio d’oliva”.
Al secondo posto tra le motivazioni del consumo di olio d’oliva figura l’utilizzo del prodotto in cucina: l’olio arriva negli Stati Uniti insieme alla ricette di cui è parte integrante, come ingrediente da utilizzare per preparazioni ispirate a modelli culinari mediterranei, proprio negli anni in cui l’Unesco ha sancito l’importanza della dieta mediterranea riconoscendola patrimonio dell’umanità.
Curiosa la terza motivazione, rappresentata dall’utilizzo dell’olio come condimento sul pane dopo che lo si è assaggiato al ristorante.
Al quarto posto si colloca l’influenza dei genitori già utilizzatori del prodotto e solo al quinto posto il sapore del prodotto in sè. D’altro canto, ciò non significa che le caratteristiche sensoriali dell’olio non abbiano alcuna importanza, ma piuttosto induce a pensare che, come è naturale, poichè l’olio è un ingrediente e un condimento per i consumatori valutarlo da solo non abbia grande senso.

Non è buono ciò che piace
Dai risultati emerge, inoltre, che le caratteristiche relative al gusto spesso sono fuorvianti per il consumatore statunitense, che valuta l’amaro e il piccante come caratteristiche negative del prodotto. In generale, vengono percepiti come indicatori di tossicità e per questo sono generalmente rifiutati, se manca un’esposizione e un’abitudine a essi. Infatti, mentre è stato mostrato che in Italia l’amaro e il piccante sono fattori importanti per la preferenza e le due proprietà sono percepite come indicatori di qualità, i consumatori statunitensi preferiscono in larga maggioranza oli dove queste sensazioni sono assenti e caratterizzati da un aroma di fruttato, frutta secca (nocciola, noce) e di tè. Inoltre, addirittura alcuni consumatori prediligono proprio quelli che sono considerati i principali difetti dell’olio, come il rancido, l’ammuffito e l’avvinato.
In ciò gli Stati Uniti pagano proprio il fatto di essere un mercato emergente, non abituato al prodotto. I consumatori hanno familiarizzato con questi comuni difetti dell’olio che caratterizzano i prodotti che sono soliti consumare, sia perchè spesso si tratta di oli economici di scarsa qualità sia perchè le modalità di conservazione del prodotto ne mettono a repentaglio l’integrità: non è raro che una bottiglia d’olio venga conservata per lungo tempo riservandola per le occasioni speciali, senza considerare che questo comportamento compromette gravemente la qualità del prodotto.

Si compra al supermercato
Anche le modalità di acquisto differiscono molto rispetto a quelle dei Paesi mediterranei, dove spesso l’olio viene acquistato sfuso direttamente dai piccoli produttori. Nel 68% dei casi il prodotto viene acquistato al supermercato, per il 50% in negozi specializzati mentre per il 43% in mercati agricoli. Queste modalità, mediate dal rivenditore, fanno sì che l’acquisto del prodotto sia per lo più slegato dalle sue proprietà sensoriali: raramente l’acquisto, infatti, si basa sull’assaggio del prodotto, che invece viene scelto per le sue caratteristiche estrinseche come l’aspetto della confezione, le informazioni disponibili in etichetta, la riconoscibilità del marchio e, non ultimo, il prezzo.

Tre tipologie di consumatori
Sebbene l’atteggiamento di rifiuto per l’amaro e il piccante sia condiviso dalla maggioranza dei consumatori statunitensi, lo studio ha permesso d’individuare tre gruppi sulla base delle loro preferenze, rappresentativi di tre tipologie di consumatori.
I consumatori del primo gruppo tendono a dare giudizi positivi su tutti i prodotti, rivelandosi meno sensibili ai difetti, ma anche meno duri rispetto ai prodotti caratterizzati da un forte amaro e piccante. Per questo tipo di consumatori, che si mostrano quindi nel complesso scarsamente sensibili alle caratteristiche sensoriali, il fattore principale nell’acquisto di un prodotto è la reputazione: grande importanza riveste il fatto che l’olio abbia vinto un premio o la zona di origine, con una predilezione per gli oli importati rispetto a quelli di produzione nazionale, probabilmente perchè reputati di maggior pregio.
Una seconda tipologia è rappresentata da consumatori che tendono a valutare negativamente la maggior parte degli oli, con l’unica eccezione di quelli difettati e caratterizzati da un gusto burroso, che sono invece i prediletti. È interessante notare che per questi consumatori la motivazione principale all’acquisto è di ordine salutistico e il fattore chiave nella scelta di un olio è il prezzo. La scarsa attenzione verso la qualità va probabilmente spiegata come un sintomo della scarsa familiarità con il prodotto. Un’informazione mirata e un’educazione al consumo che illustri le caratteristiche di un olio più ricco in fenoli, come l’amaro e il piccante, potrebbe essere di grande importanza per questo segmento di consumatori.
La terza tipologia individua un consumatore che predilige oli caratterizzati non solo da un aroma di frutta secca, tè verde e frutta matura, ma anche da frutta verde, erba e pomodoro verde, mentre invece non ama gli oli che ricordano nell’aroma frutti tropicali e erbe aromatiche. Questi consumatori, che tendono a essere fortemente influenzati dalle informazioni disponibili sui prodotti, utilizzano l’olio come condimento nelle insalate, ma lo ritengono troppo caro per utilizzarlo in cucina.

Un confronto con gli esperti
Dai risultati dello studio emerge che i giudizi di preferenza dei consumatori non coincidono assolutamente con quelli degli esperti, per i quali l’amaro e il piccante sono ritenute qualità positive, indici di freschezza, di un olio ottenuto a partire da olive verdi e fresche e della ricchezza in fenoli, quindi caratterizzati da presunte maggiori qualità salutistiche. Per questo, i ricercatori suggeriscono due strategie principali d’intervento. Da un lato si sente sempre più l’esigenza di rendere disponibili informazioni più specifiche sul prodotto e sulle sue caratteristiche di modo da rendere il consumatore statunitense consapevole del fatto che l’amaro e il piccante non sono difetti ma pregi del prodotto. Dall’altro, non va sottovalutata l’idea di promuovere l’utilizzo dell’olio in cucina, suggerendo preparazioni culinarie in grado di mascherare questi gusti forti dell’olio.
Sottolineare la correlazione tra qualità del prodotto, proprietà sensoriali e salutistiche è essenziale. Si tratta di una sfida non da poco, ma che si presenta anche come inevitabile in un mercato in costante crescita in cui l’export italiano ha un ruolo chiave, essendo l’Italia il principale fornitore degli Stati Uniti.


Fonte: www.agricoltura24.com


21/03/2015
Olio e salute a cura di Vincenzo Corrieri - Frantoio Oleario Caputo
12/05/2018
Danni da gelo, le stime aggiornate
18/02/2018
Gestione della chioma e alternanza di produzione
09/01/2018
LA TRASFORMAZIONE - 2^ parte
12/12/2017
Il frantoio sostenibile: biogas dalle sanse
09/08/2017
Lotta alla mosca: c’è ancora molto da fare!
07/06/2017
Potare gli oliveti ad altissima densità
21/04/2017
Microonde nel processo di estrazione dell’olio
14/03/2017
Monitorare le olive ci salva dalla mosca
27/01/2017
Trapianto da contenitore
12/12/2016
Prevista in calo la produzione mondiale di olio
27/10/2016
Miscelare oli di categorie diverse è ingannevole
17/09/2016
Due voci doganali per “vergine” e “extravergine”
07/08/2016
Nuovi accorgimenti per gli impianti intensivi
24/06/2016
Sanzioni olio, un decreto tutto da riscrivere
11/05/2016
La Xylella si cura?
08/04/2016
Olio, più consumi nel mondo. Ma non in tutti i Paesi
08/03/2016
Olivo, il controllo della tignola
15/12/2015
Non c’è pace tra gli ulivi
12/08/2015
Olive da tavola, l’etichetta diventa obbligatoria
11/07/2015
Italiano, solo così si ritrova la leadership
22/06/2015
Biodiversità, il clima fa la spia sulle più forti
08/06/2015
Bio boom anche in cantina. L’impulso del reg. 203/2012, in piena revisione
28/05/2015
Dai sottoprodotti fenoli ad alto valore
15/05/2015
Cambiare i portinnesti per contenere il Capnodio
04/05/2015
Etil esteri, quest’anno è meglio controllarli
25/04/2015
Olivo, la scelta varietale. Come sfruttare l’enorme biodiversità italiana
17/04/2015
Oleocantale, la molecola che annienta i tumori. Risultati preliminari su cellule in provetta
09/04/2015
Spagna a corto di olio di oliva
29/03/2015
Soluzioni anti-ticchiolatura in coltura biologica
21/03/2015
Olio: Alla conquista degli Usa puntando sul salutismo
13/03/2015
Olio d’oliva: Battuta d’arresto delle importazioni
05/03/2015
Coop investe sull’olio 100% italiano. Siglato alla kermesse della Cia l'accordo che porterà sugli scaffali le prime 400 mila bottiglie
22/02/2015
Il campo elettrico pulsato migliora la resa d'estrazione
15/02/2015
Cos'è l'oliocottura e quando si usa
08/02/2015
Opera Olei: nasce il Consorzio che vuole diffondere la cultura dell'olio extra vergine di oliva
30/01/2015
Una chance per vedere se gli olivi sono sani
22/01/2015
Sanse, la resa di metano varia di caso in caso
15/01/2015
Corfù, dai veneziani l'eredità di boschi secolari
10/01/2015
Manuali o elettriche. E il taglio costa meno
26/12/2014
Ai blocchi di partenza la staffetta per la qualità
21/12/2014
Mosca, un flagello. Attenzione alle frodi
07/12/2014
Riforma Pac 2014-2020, le scelte nazionali
01/12/2014
È una chance per mettere in campo le proprie forze
25/11/2014
Raccolta, luci ed ombre di un anno di lavoro
19/11/2014
Olio di oliva, -35%. Prezzi in aumento Crolla la produzione. Impennata delle quotazioni. Scatta l’allarme qualità
14/11/2014
L'olio extravergine di oliva alla sfida dei mercati asiatici
08/11/2014
Al via il decreto emergenza Xylella
02/11/2014
Rialzo dei listini, l'Italia si affranca dalla Spagna
29/10/2014
Nuovi strumenti per smaltire le acque di vegetazione
24/10/2014
Qualità, occhio al degrado nel processo di estrazione
18/10/2014
Mosca, attacchi precoci. Resa e qualità a rischio
11/10/2014
Da mangiare o per condire. Quasi pronti per la raccolta
05/10/2014
Extra bio, crescono le vendite trainate dal chilometro zero
29/09/2014
Corfù, dai veneziani l'eredità di boschi secolari
24/09/2014
Reflui oleari, i metodi per renderli “buoni”
18/09/2014
Taglio drastico agli aiuti con l'arrivo della nuova Pac
12/09/2014
Idrossitirosolo, molto più di un antiossidante
06/09/2014
Le sostanze naturali che colorano l'extra
30/08/2014
Dai greci ai giorni nostri. La storia dei contenitori
24/08/2014
Il suicidio dell'olio di oliva. Il Nyt attacca il made in Italy
17/08/2014
Pompa a zaino ''Sparamosca''
10/08/2014
Impianti intelligenti che dosano i concimi
30/07/2014
Con l'olio d'oliva anche il fegato è protetto
25/07/2014
Con il recupero dei reflui il risparmio è assicurato
20/07/2014
Le migliori attrezzature per gestire dei residui
14/07/2014
Bottiglie scure o ambrate. L'olio sta meglio in vetro
07/07/2014
Travaso e filtrazione. Prime fasi di conservazione
02/07/2014
No al rabbocco. Miscele in etichetta
23/06/2014
Per una bella fioritura ci vuole tanta luce
16/06/2014
I marcatori molecolari che scoprono le bugie
10/06/2014
Idrossitirosolo, molto più di un antiossidante
04/06/2014
Le sostanze naturali che colorano l'extra
28/05/2014
Norme, una vecchia storia di ricerca e di parametri
23/05/2014
Il suicidio dell'olio di oliva Il Nyt attacca il made in Italy
16/05/2014
Dai greci ai giorni nostri. La storia dei contenitori
11/05/2014
Impianti intelligenti che dosano i concimi
04/05/2014
L'acqua migliore per la salute dell'olivo
27/04/2014
Fenoli dell'olio, i guardiani del sistema cardiovascolare
19/04/2014
Olio: Scambi internazionali. Ripresa dopo il ristagno
13/04/2014
Olio d'oliva, nuovi spazi nei Paesi emergenti
04/04/2014
Dopo le piogge attenzione al risveglio dei patogeni
28/03/2014
Competizione idrica è tempo di sfalciare
23/03/2014
Olio extravergine d’oliva biologico: buono per il palato e per la salute
19/03/2014
Dalle olive una miniera di composti bioattivi
11/03/2014
Extravergine e pomodoro. Un connubio da testare
05/03/2014
L'alta qualità combatte le malattie. La bassa le favorisce
24/02/2014
Meglio e più a lungo: il ruolo della Dieta Mediterranea e dell'olio extravergine di oliva
20/02/2014
LE VIRTÙ SALUTARI DA METTERE SUBITO IN TAVOLA - 2^ PARTE
12/02/2014
LE VIRTÙ SALUTARI DA METTERE SUBITO IN TAVOLA - 1^ parte
05/02/2014
16^ puntata - ''OSSERVARE E GUSTARE''
28/01/2014
15^ puntata - ''OLIO D’OLIVA: UN FILO D’ORO PER IL BENESSERE TOTALE''
21/01/2014
14^ puntata - ''Il grande inganno dell'olio extra vergine d'oliva e la speranza dell'Alta Qualità''
27/12/2013
13^ puntata - ''Superato anche il talco. In frantoio è meglio il carbonato di calcio''
01/11/2013
12^ puntata - ''Dove è finita l'alta qualità dell'olio extra vergine d'oliva italiano?''
06/10/2013
11^ puntata - ''Tutti i rischi della potatura degli olivi durante la raccolta''
19/09/2013
10^ puntata - ''L'Alta Qualità per l'olio d'oliva torna in alto mare''
14/08/2013
9^ puntata - ''Dalla sansa estrarre polifenoli a uso cosmetico e farmaceutico''
04/08/2013
8^ puntata - ''Un linguaggio nuovo per dare valore sensoriale agli oli di eccellenza''
13/07/2013
7^ puntata - ''Identikit del consumatore d'olio italiano''
25/06/2013
6^ puntata - ''L’olio italiano viaggia in Ferrari''
09/06/2013
5^ puntata - ''L’anima internazionale dell’olio bio ha casa in Puglia''
25/05/2013
4^ puntata - ''La scienza non ha dubbi, usate l’olio extravergine di oliva''
12/05/2013
3^ puntata :''E' fuorilegge la dicitura Bassa Acidità sull'etichetta dell'olio extra vergine d'oliva''
24/04/2013
2^ puntata - ''Il ciclo di sviluppo della tecnologia olearia è arrivato al termine? Ecco cosa bolle in pentola''
10/04/2013
1^ puntata - ''PRESENTAZIONE''