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Scheda vetrina

Torre Madonna della Rosa
Torre
VIA MADONNA DELLA ROSA 

Situata nella omonima contrada, e dista dalla città 1 km sulla via verso Bitonto. La costruzione, a base quadrata, risale al XV secolo ed un'altezza di 18 m suddivisa in tre piani, a cui si accede tramite scale in legno. La tradizione vuole che un ricco signore di Bitonto, assalito in quel luogo da briganti, ebbe salva la vita per il miracoloso intervento della Madonna apparsagli in un roseto; ed egli in segno di riconoscimento fece erigere la chiesetta obbligandosi anche le spese del culto. La chiesetta, al piano terra, presenta sull'altare 1 immagine della Madonna affrescata sul muro, mentre sulle altre pareti ci sono cinque quadri ad olio che rappresentano i Misteri. L'ingresso della chiesetta è quello principale, facilmente riconoscibile per la nicchia sovrastante con l'immagine della Madonna della Rosa e l'iscrizione: "ROSA MISTICA ORA PRO NOBIS". Sul lato di levante c'è la porta d'ingresso della torre, che è sormontato da una saettiera sporgente in fuori e sorretta da due gattoni. Il primo piano ha una volta a botte e sei vani, mentre sul tetto, sul lato sinistro della torre, c'è un campaniletto a vela.



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Torre Madonna della Rosa
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CENNI STORICI
VIA MADONNA DELLA ROSA
MADONNA DELLA ROSA

Chiesetta. Sulla Strada Provinciale per Bitonto, a circa 2 chilometri da Molfetta, vi erano due chiesette: l’una dedicata a Santa Maria d’Urassano e l’altra a San Gregorio. Mentre in esse incominciava ad affievolirsi il culto nel secolo XV, si vide sorgere sulla stessa zona il tempietto dedicato alla SS. Vergine della Rosa. Non conosciamo documenti anteriori al secolo XVI che accennino al nome di questa chiesetta, si sa che nel 1549 – 50 il razionale vistava i conti dell’amministrazione di questa cappella, che il vescovo Maiorano affidò al Capitolo il 5 maggio 1581. D’allora si curò di far costruire alcune stanze per la comoda dimora del cappellano.Fra Giuseppe Curti di Napoli dell’Ordine di San Girolamo da Fiesole domandò la chiesetta e l’abitazione per formare una grancia del suo ordine e l’ottenne dal Capitolo il 27 aprile 1617. La concessione fu stabilita a patto che, succedendo passaggio o abbandono dei frati, tutti i benefici ed i legati assegnati alla chiesa di S. M. della Rosa restassero di pertinenza del Capitolo. Soppressi i Girolomini nel 1668, la chiesetta continuò ad essere affidata ad alcuni eremiti del medesimo ordine: l’ultimo fu frate Antonio Mologna che, il 14 gennaio 1735, legò i suoi beni al tempietto. Rientrata la grancia nel patrimonio capitolare, fu provveduta di un cappellano, che viene eletto fra i mansionari il 14 dicembre di ogni anno, con l’obbligo di celebrare la messa la domenica in determinate stagioni.Vi è un solo altare con una immagine, dipinta sul muro, della Vergine con il Bambino nelle braccia che reca dei mazzi di rose fra le mani. Questo quadro fu restaurato nel settembre 1932 senza l’autorizzazione della Soprintendenza ai Monumenti, per cui si sono perdute le tracce del dipinto originale, che aveva l’aspetto di una figura greca. Il martedì dopo Pasqua vi si celebravano la messa cantata ed altre messe piane. VIA MADONNA DELLA ROSA: inizia da Via Terlizzi e termina a Via Enrico Berlinguer.