Giramolfetta
 MOLFETTA - sabato 19 settembre 2020 - Giramolfetta anche su... Facebook You Tube
Home > Mappa > Stradario
Scheda vetrina

Duomo di San Corrado
Chiesa
VIA CHIESA VECCHIA  1

Il Duomo di San Corrado, originariamente dedicato a Maria SS. Assunta in Cielo, è situato ai margini dell'antico borgo di Molfetta, di fronte al porto. Costruito fra il 1150 e la fine del 1200, costituisce un singolare esempio dell'architettura romanico-pugliese. Essa è infatti la maggiore delle chiese romaniche con la navata centrale coperta a cupole in asse (tre, nel caso specifico) impostate su tamburo a pianta esagonale, rispetto alle altre (comprese le quattro Basiliche Palatine) aventi la copertura del tipo a capriate e tegole sovrapposte.
La costruzione, a pianta basilicale asimmetrica, è diviso in tre navate da pilastri cruciformi con colonne addossate e la navata centrale presenta una copertura a tre cupole in asse, come già riportato, di altezza variabile (quella centrale è considerevolmente più alta delle due di estremità), mentre le navate laterali sono coperte con tetti spioventi, a una falda ciascuna, con tegole costituite da chiancarelle della stessa tipologia della copertura dei famosi trulli della valle d'Itria. Stesso tipo di chiancarelle, assemblate a punta di diamante con sei falde convergenti al centro verso l'alto per ciascuna cupola (allo scopo di assecondare la pianta esagonale dei tamburi di base), ricopre le tre cupole centrali.
La facciata rivolta a occidente, che oggi appare quella principale, è spoglia, a differenza di quella di mezzogiorno, che presenta tre finestre tardo rinascimentali, stemmi di alti prelati, un'immagine di papa Innocenzo VIII e le statue di San Corrado e San Nicola. Ciò si spiega col fatto che all'epoca della costruzione e fino al 1882 quella facciata, così come tutto il prospetto occidentale della città vecchia erano a picco sul mare, così come testimoniato dalle rare fotografie antecedenti alla costruzione della Banchina Seminario, in coincidenza con la costituzione della prima tranche del nuovo porto, cioè quello attuale (2007), conclusasi intorno al 1882, appunto.
Il complesso strutturale è serrato tra due, maestose e leggiadre allo stesso tempo, torri campanarie. Queste (quella di mezzogiorno detta campanaria perchè sede fisica del campanile, l'altra, più prossima al lato mare, di vedetta perchè utilizzata a tale scopo per il preventivo avvistamento di eventuali incursioni saracene) sono gemelle, di base quadrata, a tre ripiani, alte 39 metri, aperte sui quattro lati da finestre bifore e monofore.
Nell'interno il corredo artistico è scarno ma essenziale; un fonte battesimale del 1518, un prezioso paliotto con bassorilievo del XIV secolo, un pluteo in pietra del XII secolo che rappresenta una cerimonia pontificale e il Redentore del XIII secolo. Caratteristica è l'acquasantiera raffigurante un uomo, probabilmente saraceno, che regge un bacile in cui nuota un pesce, simbolo ricorrente nell'iconografia religiosa.
In origine il Duomo fu dedicato a Maria SS. Assunta e fu l'unica parrocchia esistente a Molfetta fino al 1671. Nel 1785 la sede della Cattedrale fu trasferita all'attuale Cattedrale di Maria SS. Assunta in Cielo e da allora il Duomo Vecchio prese il nome del patrono San Corrado.

Fonte Wikipedia.it



<< INDIETRO

 
INFO
Duomo di San Corrado
Telefono
080/3971971
E-mail
Sito web
POSIZIONE
CENNI STORICI
VIA CHIESA VECCHIA
CHIESA VECCHIA

Il toponimo prende nome dall’antico Duomo di Molfetta. La costruzione risale al XII e XIII secolo. Fu eretto sul mare in direzione E – W, con due torri, l’una campanaria e l’altra esploratoria, a sezione quadrata. Lo stile architettonico di questa chiesa è stato definito romanico – pugliese e trova la sua origine nella fusione dell’arte bizantina con quella araba. Ha pianta basilicale, esternamente rettangolare, internamente a tre navate parallele, divise ciascuna in tre campate disuguali, mediante quattro pilastri cruciformi: l’insieme richiama il tipo della moschea. Da un documento di Cava dell’ottobre 1135 risulta che già esisteva la Ecclesia S. Mariae episcopii nostri … prefate civitatis (Melficte). Murata la porta maggiore di ponente nel secolo XVI, al Duomo si accedeva per la porta secondaria di settentrione. Il Vescovo G. Petronio fece eseguire nel 1636 tre finestre sull’ingresso della chiesa posto a mezzogiorno. A destra di essa, entrando si ammira una pila d’acqua santa sorretta da un saraceno (opera del XI secolo). Si conserva un pluteo della medesima epoca raffigurante una cerimonia pontificale del Concilio di Bari (1098) e, sotto l’altare di San Corrado, vi è un paliotto con l’immagine del Redentore (opera del XII secolo). L’abside subì una trasformazione con l’abbassamento della cripta, al fine di adattarvi il Coro di noce intagliato, fatto costruire sotto il Vescovo de Rocca tra il 1464 e il 1471. La chiesa è divenuta parrocchia nel 1785, anno in cui il Capitolo passò con le sue attribuzioni nella nuova Cattedrale. Per la geniale e caratteristica architettura, questo tempio fu preso in esame da insigni architetti e studiosi di arte, quali Ettore Bernich, Enrico W. Schulz ed Emilio Bertaux. VIA CHIESA VECCHIA: inizia da Via Salvatore e termina a Banchina Seminario. Dal n. 1 al n. 19 e dal n. 2 al n. 18.